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Cellulari assolti, non provocano il cancro: studio oncologico danese rassicura

Oncologia

 L'indagine epidemiologica, che ha coinvolto 358.403 possessori di telefonini seguiti mediamente per 18 anni, e' stata pubblicata sul British Medical Journal.  Lo scorso maggio l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), facente capo all'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS), ha dichiarato che le onde radio di frequenza compatibile con quella delle onde emesse dai telefoni cellulari sono potenzialmente cancerogene, assegnando alle onde dei telefonini una pericolosita' di livello 2B. Ma il dibattito su telefonini e tumori resta aperto da anni e, tra allarmi e smentite, il verdetto finale ancora non c'e'. Intanto il numero di persone che usa il cellulare e' in continuo aumento con oltre 5 milioni di ''nuovi adepti'' nel mondo solo nel 2010. Molti sono gli studi condotti sinora sul tema, alcuni indicatori di un possibile aumento di rischio cancro. Ma il problema di questi studi e' stato sempre il tipo di approccio usato, il numero troppo esiguo di individui coinvolti, la brevita' dello studio. Di recente lo studio Interphone voluto proprio dall'OMS, non arrivava a nulla di certo: con risultati comunque non definitivi, quantomeno aveva il pregio di essere stato condotto su un gran numero di persone.  Lo studio danese sembra offrire maggiori sicurezze ed essere, forse, considerabile anche conclusivo per il vasto campione di individui coinvolti. Gli esperti hanno monitorato per tantissimi anni la salute di un vasto gruppo di persone e non hanno rilevato alcuna associazione tra telefonini e tumori.

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Nel corso del periodo di follow up (1990-2007) sono stati registrati 10.729 casi di tumore al cervello ma non e' emersa alcuna differenza di rischio tra coloro che utilizzano il telefonino da molti anni e coloro che non lo usano mai. ''Lo studio danese - spiega Frei  - ha alcuni punti di forza rispetto ai precedenti studi. Per esempio noi non ci siamo basati su informazioni soggettive (e quindi potenzialmente inattendibili) da parte dei partecipanti. Noi abbiamo usato dati sugli abbonamenti a gestori di telefonia mobile (quindi non c'e' stato bisogno di porre domande ai singoli partecipanti) e questo da una parte e' stato un limite perche' non ci ha permesso di sapere quanto assiduamente ciascuno usava il cellulare e quindi valutare i casi di persone che ne fanno un forte uso''. ''Nel nostro studio non abbiamo trovato aumenti di rischio tumori del sistema nervoso centrale - prosegue l'esperta - ma ci sono ancora domande aperte come il rischio per coloro che usano moltissimo il cellulare o che lo usano da piu' di 15 anni (questo studio considera un uso medio di 13 anni) e poi i dati sui bambini restano limitatissimi''.  Ma nonostante questi limiti, conclude Frei ''non abbiamo trovato un aumento di rischio tumore per persone che usano il cellulare da oltre 10 anni, nemmeno un rischio aumentato di glioma temporale, che e' il tumore per il quale, proprio per la sua localizzazione nel cervello, sarebbe piu' plausibile aspettarsi un collegamento con l'uso dei cellulari''.
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