
Dall'avvio fino ai primi mesi del 2012, ricetta cartacea ed elettronica, stabilisce la Giunta toscana, convivranno. Dopo questa prima fase di consolidamento, la ricetta cartacea scomparirà, restando attivo soltanto il nuovo sistema. I medici dunque saranno collegati in rete, e con loro anche le farmacie, e al cittadino basterà semplicemente recarsi in farmacia con la propria carta sanitaria elettronica e il codice corrispondente alla ricetta che il farmacista leggerà direttamente sul computer. E' attualmente in corso l'aggiornamento dei programmi informatici dei medici, che consentiranno loro di compilare le ricette elettroniche e trasmetterle direttamente alle farmacie. Lo Snami tuttavia protesta puntando l’indice proprio sulla mancanza di une rete affidabile: «Passare alla ricetta elettronica dal prossimo marzo 2012? E dove sono le infrastrutture telematiche, su quali reti dovrebbero viaggiare le prescrizioni? Evidentemente il ministro Brunetta è appena rientrato in Italia dopo un lungo soggiorno all’estero». E’ durissimo il commento di Angelo Testa, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), alle notizie che collocano la digitalizzazione delle ricette, noto cavallo di battaglia del ministro della Funzione pubblica, tra le probabili misure del decreto per lo sviluppo, attualmente allo studio del governo. Brunetta spingerebbe per un piano che prevede il via alla prescrizione elettronica da marzo del prossimo anno e l’eliminazione definitiva della carta entro il 2015. «Siamo allibiti» prosegue Testa «il Ministro la smetta di fare propaganda e torni con i piedi per terra. Si renderebbe conto, così, che nonostante i suoi proclami sulla piena digitalizzazione dei certificati di malattia, la stragrande maggioranza dei medici ospedalieri usa ancora la carta perché i computer non ci sono o non sono collegati. Scoprirebbe anche che a parte due o tre Regioni, nessuna dispone delle infrastrutture telematiche necessarie a far viaggiare le ricette dal medico che le firma alla farmacia, all’Asl o alla struttura sanitaria che le deve ricevere. E infine, se buttasse un occhio verso la Gran Bretagna, scoprirebbe che lassùla ricetta elettronica fa parte di un programma –chiamato “Nhs connecting for health che èin cantiere dal 2002, è costato al paese quasi 12 miliardi di sterline e va avanti a fatica tra innumerevoli problemi tecnici, tanto che attualmente la percentuale di prescrizioni realizzate dai medici per via digitale non supera il 40%». Per lo Snami, in sostanza, sarebbe lecito attendersi da chi governa un po’’di realismo. «Pretendere che la macchina pubblica italiana realizzi in cinque mesi quello che gli inglesi ancora non sono riusciti a completare in piùdi cinque anni»èla conclusione di Testa «significa raccontare agli italiani barzellette. Se il Ministro si diverte continui pure, noi medici non ci divertiamo. Anzi, siamo stufi. E a Brunetta rivolgiamo un avvertimento: se insiste con queste storielle su ricetta elettronica e sanità digitale, i medici di famiglia dello Snami diranno basta e smetteranno di fare quello che già fanno oggi con enorme spirito di sacrificio, a partire proprio dalla certificazione on line». Come abbiamo ampiamente descritto nei mesi scorsi, i primi test nelle due regioni pilota non sono stati del tutto positivi: in Piemonte e Campania i dati tracciano previsioni preoccupanti: circa un quarto dei medici coinvolti non ha inviato neanche una ricetta online; il 10%, occasionalmente, solo qualche report giornaliero; e il restante 65% ha compilato in tutto 3 o 4 ricette elettroniche. A fornire il quadro della sperimentazione è stato a suo tempo Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), che aveva definito il progetto un vero e proprio “flop” e diceva anche che, così come è proposto, “al momento l’intero impianto è improponibile”. Nonostante il ministero dell’Economia e delle Finanze, con un decreto pubblicato il 5 marzo 2011, abbia stabilito la chiusura della fase di sperimentazione e disposto l’avvio, il 1 aprile successivo, del nuovo sistema, e nonostante l’ottimismo sbandierato dal ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta, che aveva dichiarato per l’occasione “Entro l’anno penso che la ricetta online diventi realtà”.




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