
Lo studio mira a comprendere meglio come i cambiamenti neurali integrano gli odori e i suoni che si celano dietro la capacita' di una madre di riconoscere e rispondere alle richieste di soccorso dei propri piccoli. "Sappiamo che determinati cambiamenti cerebrali sono collegati alla maternita' - ha spiegato Mizrahi - ma l'impatto di questi cambiamenti sui processi sensoriali e l'emergere di comportamenti materni sono in gran parte sconosciuti". "Nei topi, stimoli olfattivi e uditivi svolgono un ruolo importante nella comunicazione tra una madre e i suoi cuccioli. Pertanto, abbiamo ipotizzato che ci possa essere una qualche interazione tra l'elaborazione olfattiva e uditiva, in modo che gli odori del cucciolo potessero in qualche modo modulare un messaggio preciso inviato dal cucciolo alla madre". Mizrahi e il suo collega Lior Cohen hanno esaminato la corteccia uditiva primaria, una regione del cervello coinvolta nel riconoscimento dei suoni, per capire se potesse essere utile come regione di elaborazione iniziale per l'integrazione degli odori del cucciolo.

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