
''In pochi anni abbiamo assistito a progressi impensabili'' - spiega Sabino De Placido, professore di Oncologia Medica, Responsabile dell'Area Funzionale Terapie Oncologiche Speciali Università degli Studi Federico II di Napoli - ''La mortalità è in calo, e le percentuali di guarigione sono addirittura raddoppiate. Se la malattia è diagnosticata per tempo e correttamente tipizzata, le possibilità di guarire sono molto elevate, e i progressi della medicina consentono anche alle pazienti che soffrono della patologia negli stadi più avanzati di vivere più a lungo e con una buona qualità di vita''. Solo in Italia vengono diagnosticati circa 40.000 nuovi casi di tumore al seno all'anno; in Campania sono oltre 3.000 le donne colpite ogni anno. La diffusione della malattia è in aumento, ma crescono anche le percentuali di sopravvivenza e guarigione. Tra i protagonisti della rivoluzione gli anticorpi monoclonali, farmaci innovativi che hanno la capacità colpire con precisione la cellula malata, senza danneggiare quelle sane. A trastuzumab, anticorpo monoclonale utilizzato sia nelle fasi avanzate sia in quelle precoci di un particolare tipo di tumore al seno, si affianca un altro farmaco, bevacizumab, che ha dimostrato benefici significativi nelle forme avanzate della malattia. ''Trastuzumab ha cambiato la storia naturale della malattia per le pazienti affette da un gruppo di tumori al seno particolarmente aggressivo, i tumori HER2 positivi'', afferma De Placido. ''Si tratta dell'unico farmaco ad aver dimostrato ad oggi di poter curare - cioè guarire - una significativa proporzione di pazienti HER2 positive quando somministrato prontamente dopo l'intervento chirurgico''. Questi tumori, che rappresentano circa il 20-30% di tutti i casi di tumore alla mammella, sono caratterizzati da una progressione molto rapida ed un'età di insorgenza più precoce rispetto agli altri tipi di tumore al seno.




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