
Il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, illustrando i risultati dell'indagine condotta dal Censis, ha sottolineato che ''il contesto italiano appare piuttosto sfavorevole a qualsiasi forma di sviluppo del settore farmaceutico'', chiarendo che ''dobbiamo indirizzare i provvedimenti per far rilanciare lo sviluppo laddove gia' c'e' una virtuosita', come nel comparto farmaceutico. Questo e' un settore iperattivo, e' la fonte della ricchezza di questo Paese a cui stiamo tagliando progressivamente le gambe''. Insieme alla riduzione di risorse pubbliche destinate alla spesa farmaceutica, Roma ha evidenziato le altre criticita' che incidono oggi e quelle in prospettiva: ''La scarsa attenzione delle politiche pubbliche nei confronti dei prodotti innovativi generati dagli investimenti in ricerca messi in campo dalle principali case farmaceutiche italiane - ha spiegato ancora - la flessione progressiva dei prezzi unitari dei farmaci italiani, un ambiente finanziario, in Italia, poco competitivo se messo a confronto con lo standard del servizio rinvenibile in altri paesi industrializzati e, soprattutto, nelle economie emergenti.Tutto questo non aiuta l'industria farmaceutica italiana nel rafforzamento del proprio processo di internazionalizzazione''.''Gli stabilimenti farmaceutici sono un bacino di occupazione e di competenze di assoluto rilievo a cui il Paese non puo' e non deve rinunciare ed e' per tali motivi che occorrerebbe riflettere su una serie di misure che ne possano favorire il rafforzamento e l'ulteriore sviluppo. In particolare, occorre trovare al piu' presto il giusto equilibrio tra la sostenibilita' dei processi di razionalizzazione della spesa pubblica - ha concluso - e la sostenibilita' dell'industria manifatturiera italiana''. A oggi in Italia ci sono 345 imprese e 66.700 persone occupate nel settore in totale.

La determina AIFA quantifica il ripiano dello sfondamento della spesa per acquisti diretti. Pagamenti alle Regioni entro 30 giorni dalla comunicazione.

Il CdA dell’Agenzia approva l’accesso al SSN per un farmaco orfano innovativo destinato all’epidermolisi bollosa, un antitumorale, cinque estensioni di indicazione e due medicinali equivalenti.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Dopo la proposta del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di escludere prevenzione e farmaci innovativi dai vincoli del Patto di stabilità, il ministro della Salute rilancia sul potenziamento delle risorse dedicate e sulla semplificazione
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