
E si aprono scenari nuovi per la farmacologia che, seppur non in tempi brevi, potra' lavorare allo sviluppo di molecole con le stesse proprieta' antifebbrili, analgesiche e antinfiammatorie del paracetamolo ma senza i suoi effetti collaterali, derivanti dalla tossicita' sul fegato, i reni e il midollo spinale, in caso di sovradosaggio. Ad alzare il velo sul funzionamento di questo farmaco e' stato un gruppo di ricercatori di Francia, Svezia e Regno Unito che hanno descritto la sua azione nei topi da laboratorio, sulle pagine di Nature Communications. Hanno scoperto che il bersaglio che rende il paracetamolo efficace e' una proteina, la TRPA1 che si trova sulla superficie delle cellule nervose. La sperimentazione e' consistita in un test sui topi per osservare la loro soglia del dolore. Si e' misurato il numero di secondi necessari perche' un topo ritirasse la zampa da una superficie leggermente calda ed e' stato osservato che il paracetamolo aumentava questo intervallo di tempo dimostrando che il farmaco riduce il dolore indotto dal calore.




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