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Un errore su cinque in ospedale riguarda le ricette mediche interpretate male

Un errore su cinque in ospedale riguarda le ricette mediche interpretate male
Sanità pubblica

 In Italia, come anche a livello internazionale, più studi, diffusi anche dalla Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie), stimano che circa un errore su 5 commessi in un reparto di ospedale riguardi proprio i medicinali. 'Sviste' che si pagano care. Soprattutto in alcuni reparti sensibili, come l'oncologia. Secondo uno fra i primi studi italiani sugli errori in oncologia, condotto dall'ospedale Cardarelli di Napoli, il 50% degli errori in questi reparti avviene in fase prescrittiva, "per omessa compilazione dell'anamnesi o della terapia farmacologica". Il 14,5%, invece, si verifica durante la fase di trascrizione della terapia, ad esempio perché il medico non segna la cura in cartella clinica, ma si limita a somministrare i farmaci al paziente. Accanto a questi errori, nei reparti di oncologia figurano poi quelli legati alla preparazione della terapia, "che si attestano al 23,9% e sono dovuti, ad esempio, al mancato uso dei guanti o delle mascherine". La percentuale di errore calcolata nell'ambito di questo studio è intorno al 7-8%, in linea con il dato statunitense, precisano gli autori.

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  Le ragioni più frequenti per cui in ospedale si arriva a dare un farmaco al posto di un altro? Lo sbaglio è dietro l'angolo in tutte le fasi della 'catena' che in una struttura sanitaria porta la terapia dal ricettario del medico al letto del paziente. Gli errori possono affondare le proprie radici anche in fasi come l'approvvigionamento, la pianificazione e lo stoccaggio dei farmaci.  Le 'sviste' di tipo farmacologico, però, sono un'emergenza in parte evitabile. Se, secondo le stime, dietro il 5-15% di tutte le somministrazioni di medicinali in ospedale potrebbe nascondersi un errore, è anche vero che nelle corsie si sta correndo ai ripari. In alcune strutture ci si affida alla tecnologia: carrelli 'intelligenti', armadi e sistemi a dose unitaria, software che aiutano nella prescrizione segnalando eventuali anomalie, sono alcune delle 'armi' anti-errore che lentamente si stanno diffondendo anche in Italia.
Sanità pubblica
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