La maggior parte dei disordini psichiatrici più comuni sono diffusi fra i carcerati, è questa la conclusione a cui sono arrivati alcuni studiosi americani.
Esaminando il rapporto tra carcere e disturbi mentali è emerso che i due fattori formano un forte connubio, e cioè che la detenzione porterebbe allo sviluppo di disordini legati all'umore, come la depressione. Per questo è utile stabilire un percorso di reintegrazione nella società al termine del periodo detentivo, per evitare importanti implicazioni che potrebbero scatenarsi dopo il rilascio. All’ incarcerazione sono legati anche alcuni disturbi dell'umore successivi al rilascio relativi alla sensazione di "caduta in basso", tra cui un disturbo depressivo maggiore, o addirittura un disturbo bipolare.
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Medici e infermieri, su tutti, presentano un allarmante tasso di suicidio che corrisponde a 21 ogni 100mila abitanti, rispetto alla popolazione “normale”
"I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza e l'altro indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale"
Rigon, "serve un tavolo nazionale per interventi di prevenzione"
Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Un innovativo farmaco oppioide, il DFNZ, si rivela efficace nel trattamento del dolore senza causare dipendenza, secondo uno studio pubblicato su Nature.
Commenti