
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha valutato, a seguito di un’osservazione casuale, la possibilità dell’impiego del farmaco omalizumab per il trattamento dell’orticaria cronica idiopatica; è stato considerato l’utilizzo dell’anticorpo monoclonale come potenziale alternativa agli antistaminici.
Uno studio in doppio cieco, multicentrico e randomizzato è stato condotto per valutare l’efficacia e la sicurezza di omalizumab nei pazienti affetti dalla malattia nella forma moderata e grave; nel corso dello studio l’anticorpo si è dimostrato superiore al placebo sia per l’endpoint primario, rappresentato dalla gravità del prurito, che per la maggior parte di quelli secondari. Gli studiosi hanno dimostrato che omalizumab 150 e 300mg è efficace nel ridurre segni e sintomi clinici dell’orticaria cronica idiopatica nei pazienti ancora sintomatici dopo un trattamento con gli antistaminici
Negli adolescenti la dermatite atopica è associata a un notevole carico psicologico: maggiore vulnerabilità, rabbia, ansia e insicurezza
La campagna promossa da Johnson & Johnson in partnership con APIAFCO – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla psoriasi e offrire screening gratuiti
Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Jama Dermatology e condotto presso l'Università di San Francisco su due ampi campioni di individui
L’assunzione del principio attivo Baricitinib, il primo approvato nel 2022 per i pazienti adulti con alopecia areata grave si è dimostrata ancora più efficace sui pazienti curati nella vita reale rispetto a quelli trattati negli studi registrativi
Al congresso Sidemast di Rimini i dermatologi chiedono un nuovo modello interpretativo del sintomo: il prurito va riconosciuto come malattia e possibile segnale di patologie sistemiche, da affrontare con diagnosi multidisciplinari e terapie di precis
Dall’intelligenza artificiale alle terapie avanzate fino alle sfide organizzative del Ssn. A Rimini il 99° congresso nazionale fa il punto su una disciplina in piena trasformazione
Nuove evidenze su Mff rivelano un ruolo chiave nella regolazione dei melanosomi e della melanina, con implicazioni per melanoma e patologie cutanee rare.
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