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Ferite croniche, sfida globale: a Castellammare focus su tecniche rigenerative e collaborazione europea

Dermatologia Redazione DottNet | 20/03/2026 13:57

Specialisti italiani e team internazionali a confronto il 24 e 25 marzo per migliorare diagnosi, trattamento e organizzazione dei percorsi assistenziali dedicati alle lesioni complesse.

Due giornate dedicate all’aggiornamento clinico e allo scambio di competenze sulle ferite croniche complesse. È questo il cuore dell’evento scientifico promosso dall’Asl Napoli 3 Sud, in programma il 24 e 25 marzo tra il Towers Hotel di Castellammare di Stabia e l’ospedale di Gragnano, dove si svolgeranno anche sessioni pratiche e dimostrazioni chirurgiche.

L’iniziativa mira a potenziare le strategie terapeutiche e organizzative per la gestione di condizioni ad alto impatto assistenziale, come le ulcere degli arti inferiori, le lesioni legate al piede diabetico e le piaghe da pressione.

Il programma prevede il coinvolgimento di équipe multidisciplinari provenienti da diverse realtà europee, tra cui centri ospedalieri di Regno Unito e Danimarca, con l’obiettivo di favorire un confronto diretto su approcci clinici, protocolli e modelli di presa in carico.

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Tra i temi centrali dell’appuntamento, l’adozione di tecnologie innovative e metodiche avanzate di trattamento. Sarà illustrata, in particolare, una nuova strategia chirurgica che combina l’impiego di cellule staminali con sostituti dermici, finalizzata a stimolare la rigenerazione dei tessuti danneggiati e a migliorare gli esiti clinici nei pazienti con lesioni difficili da trattare. Accanto a questo approccio, l’azienda sanitaria ha già introdotto strumenti specialistici come la terapia a pressione negativa e il sistema idrochirurgico Versajet, utilizzati per ottimizzare la detersione delle ferite e favorire il processo di guarigione.

L’evento nasce dall’esperienza della rete aziendale di riparazione tissutale guidata da Marino Ciliberti e si propone come un percorso formativo ad alta intensità, rivolto a chirurghi, infermieri e altri professionisti coinvolti nella gestione delle cronicità cutanee. Le attività includeranno lezioni frontali, workshop e interventi dimostrativi presso il centro dedicato dell’ospedale di Gragnano.

Particolare rilievo sarà attribuito anche all’organizzazione dei servizi. Il dialogo tra strutture europee consentirà infatti di sviluppare modelli assistenziali più integrati, capaci di garantire continuità di cura e maggiore efficacia terapeutica. Secondo i promotori, investire su innovazione, formazione e cooperazione internazionale rappresenta un passaggio strategico per innalzare la qualità dell’assistenza e rispondere in modo più efficiente ai bisogni dei pazienti con ferite croniche.

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