Canali Minisiti ECM

Dermatologia, tecnologia e ricerca protagoniste al congresso Sidemast

Dermatologia Lucia Oggianu | 22/04/2026 11:42

Dall’intelligenza artificiale alle terapie avanzate fino alle sfide organizzative del Ssn. A Rimini il 99° congresso nazionale fa il punto su una disciplina in piena trasformazione

La dermatologia italiana guarda avanti e lo fa partendo dal presente. È entrato nel vivo ieri al Palacongressi di Rimini, il 99° congresso nazionale della Sidemast, uno degli appuntamenti scientifici più rilevanti per la comunità dermatologica. Fino al 24 aprile, clinici, ricercatori ed esperti stanno discutendo di innovazione tecnologica, nuove terapie e modelli di presa in carico, con un messaggio chiaro: il cambiamento non è più una prospettiva futura, ma una realtà già operativa.

Una disciplina sempre più centrale per il Servizio sanitario

pubblicità

La dermatologia sta vivendo una fase di profonda trasformazione, trainata dall’innovazione tecnologica e dalla ricerca clinica, e chiamata a svolgere un ruolo sempre più strategico all’interno del Servizio sanitario nazionale. L’elevata diffusione delle patologie cutanee, il loro impatto sulla qualità della vita e la crescente domanda di assistenza rendono infatti questa disciplina un ambito chiave, sollecitato a rispondere con strumenti diagnostici e terapeutici sempre più avanzati.

"Oggi innovazione e ricerca non sono più una prospettiva futura, ma una realtà concreta che sta già trasformando diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti", sottolineano i presidenti del congresso, Maria Concetta Fargnoli e Paolo Amerio, rimarcando come il confronto in corso a Rimini rappresenti un momento decisivo per riflettere sulle sfide dei prossimi anni.

Intelligenza artificiale e tecnologie digitali in primo piano

Tra i temi al centro dei lavori congressuali spiccano l’intelligenza artificiale, la medicina personalizzata, le nuove terapie biologiche e le tecnologie digitali applicate alla diagnosi precoce e all’organizzazione dei percorsi assistenziali. Un’attenzione particolare è rivolta alla dermato-oncologia e alle malattie infiammatorie croniche, ambiti in cui l’innovazione sta già cambiando la pratica clinica quotidiana.

Ampio spazio è dedicato agli strumenti emergenti e al loro impatto concreto sull’attività ambulatoriale e ospedaliera, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca e clinica e favorire una reale integrazione delle nuove tecnologie nella routine assistenziale.

Le criticità: territorio, ospedale e investimenti

Accanto ai progressi scientifici, dal congresso emerge anche la necessità di intervenire sull’organizzazione del sistema sanitario. Il presidente Sidemast Giovanni Pellacani richiama l’attenzione su alcune criticità strutturali che rischiano di rallentare lo sviluppo della disciplina.

"La dermatologia è una disciplina fondamentale, estremamente complessa e sempre più richiesta dai cittadini. Serve una risposta strutturata e omogenea sul territorio, che rafforzi il suo ruolo nei percorsi assistenziali e garantisca un accesso equo e tempestivo alle terapie più avanzate", afferma il presidente, sottolineando il contributo di telemedicina e intelligenza artificiale a supporto del medico.

Uno dei nodi principali resta la separazione tra dermatologia territoriale e ospedaliera, che genera disuguaglianze nell’accesso alle cure e limita la crescita professionale. "Se sul territorio non posso utilizzare farmaci o strumenti innovativi, posso studiarli, ma non acquisirò mai pienamente competenze sul loro utilizzo", osserva il presidente Sidemast.

LEA e tecnologie: l’appello alla politica

Altro tema centrale è quello degli investimenti e del riconoscimento delle nuove prestazioni nei Livelli essenziali di assistenza. Tecnologie come la Total Body Photography e la microscopia confocale, fondamentali per la diagnosi precoce e già previste dalle linee guida, non sono ancora inserite nei LEA.

"Parliamo di strumenti per i quali sono sufficienti investimenti sostenibili, tra i 50 e i 100 mila euro, a fronte di evidenze che dimostrano benefici in termini di salute e risparmio per il sistema", spiega Pellacani, ribadendo la necessità di una scelta politica chiara a favore dell’innovazione in dermatologia.

Spazio ai giovani e alla dermatologia del domani

Il programma scientifico, articolato in simposi, sessioni interattive e letture magistrali, dedica un’attenzione particolare alle nuove generazioni di specialisti. "Abbiamo voluto rappresentare la dermatologia nella sua interezza, dalla gestione ambulatoriale alle situazioni più complesse e multidisciplinari", spiega Maria Concetta Fargnoli, professore ordinario di Dermatologia e Venereologia e direttore scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma.

"Coinvolgere i giovani significa prepararli a interpretare la dermatologia dei prossimi anni, in un contesto segnato da innovazione scientifica, trasformazione digitale e nuovi bisogni assistenziali", aggiunge Paolo Amerio, professore ordinario di Dermatologia e Venereologia e direttore della Clinica Dermatologica dell’Università "G. d’Annunzio" di Chieti-Pescara.

Con quasi un secolo di storia alle spalle, il l’appuntamento conferma anche quest’anno il suo ruolo di laboratorio di idee e visioni strategiche, chiamato a guidare l’evoluzione della dermatologia italiana in una fase decisiva per il futuro della disciplina.

Commenti

I Correlati

Stanziati 13 milioni per il 2026. Sussidi per sostenere i primi mesi di vita dei figli e favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia

Partita all’Aran la trattativa per 600mila dipendenti. Naddeo: “Il lavoro pubblico torni attrattivo”. I sindacati chiedono aumenti e indennità, ma Nursing Up avverte: “Così si perde potere d’acquisto”

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il decreto proroga fino al 2027 la possibilità di trattenere i MMG. Una misura che si inserisce nel pacchetto di interventi per sostenere un sistema in difficoltà

Ti potrebbero interessare

Al congresso Sidemast di Rimini i dermatologi chiedono un nuovo modello interpretativo del sintomo: il prurito va riconosciuto come malattia e possibile segnale di patologie sistemiche, da affrontare con diagnosi multidisciplinari e terapie di precis

Nuove evidenze su Mff rivelano un ruolo chiave nella regolazione dei melanosomi e della melanina, con implicazioni per melanoma e patologie cutanee rare.

Ultime News

Più letti