
Presentata a Roma la prima agenda nazionale sul tumore ovarico con sei obiettivi per migliorare cure, prevenzione e qualità di vita.
In occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico 2026, istituzioni, oncologi e associazioni di pazienti hanno presentato a Roma la prima Agenda nazionale dedicata al carcinoma ovarico, con l’obiettivo di rafforzare la presa in carico delle pazienti e migliorare l’accesso alle cure specialistiche in tutta Italia.
L’iniziativa è stata illustrata durante il convegno organizzato presso il Ministero della Salute e accompagnata da eventi pubblici in Piazza del Popolo, tra flash mob, campagne di sensibilizzazione e installazioni artistiche dedicate alle donne colpite da tumore ovarico.
Tumore ovarico in Italia: oltre 5.400 nuove diagnosi ogni anno
Il tumore dell’ovaio rappresenta una delle neoplasie ginecologiche più aggressive e complesse. In Italia vengono registrate oltre 5.400 nuove diagnosi ogni anno, pari a circa 15 donne al giorno.
Secondo gli specialisti, uno dei principali problemi resta la mancata centralizzazione delle cure. Molte pazienti, infatti, non sanno quanto sia importante affidarsi a centri oncologici altamente specializzati nel trattamento del carcinoma ovarico.
“Entro il 2030 almeno il 90% delle pazienti dovrà essere curato in centri di riferimento”, hanno ribadito i promotori dell’Agenda nazionale, sottolineando come la presa in carico multidisciplinare possa migliorare prognosi, qualità della vita e accesso alle terapie innovative.
I sei obiettivi dell’Agenda nazionale sul tumore ovarico
La nuova Agenda sul tumore ovarico individua sei priorità strategiche per il sistema sanitario italiano:
Le associazioni ACTO Italia, LOTO, aBRCAdabra, ALTo e Mai più sole, insieme ai gruppi scientifici MITO e MANGO, chiedono alle istituzioni interventi concreti e tempi certi per ridurre le disuguaglianze territoriali che ancora oggi limitano l’accesso alle migliori cure oncologiche.
Medicina personalizzata e test genetici BRCA
Uno dei punti centrali dell’Agenda riguarda la medicina personalizzata e i percorsi dedicati alle persone con mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2, associate a un rischio aumentato di tumore ovarico e mammario.
Gli esperti chiedono che test genetici, consulenze specialistiche e programmi di sorveglianza siano disponibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza differenze tra regioni.
L’aggiornamento dei LEA 2025, che include i programmi dedicati ai tumori ereditari BRCA-correlati, viene considerato un passo importante, ma resta fondamentale renderlo operativo in tutte le realtà sanitarie italiane.
Ricerca e innovazione fondamentali contro il carcinoma ovarico
La ricerca scientifica resta uno dei pilastri fondamentali nella lotta contro il tumore ovarico. Associazioni e clinici sottolineano la necessità di aumentare gli investimenti, velocizzare i percorsi autorizzativi e facilitare l’accesso agli studi clinici.
Secondo gli oncologi, l’innovazione terapeutica può fare la differenza soprattutto nelle forme avanzate di carcinoma ovarico, dove le nuove terapie target e la medicina di precisione stanno aprendo prospettive sempre più importanti.
Sensibilizzazione e qualità della vita delle pazienti
La Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico ha acceso i riflettori anche sull’importanza dell’informazione e del supporto psicologico.
In Piazza del Popolo a Roma è stato organizzato un flash mob simbolico con 15 sedie vuote, a rappresentare le 15 donne che ogni giorno ricevono una diagnosi di tumore ovarico in Italia.
Grande attenzione anche alla qualità della vita delle pazienti, con la richiesta di integrare stabilmente nei percorsi di cura il supporto psicologico, psico-oncologico, riabilitativo e assistenziale.
Per gli specialisti e le associazioni, il tumore ovarico deve diventare una priorità della sanità pubblica italiana, attraverso reti oncologiche strutturate, diagnosi più tempestive e cure sempre più personalizzate.
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