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Fosfolipidi ipotalamici ed antidepressivi: associazione vincente

Psichiatria Fidia Detailing | 15/10/2013 12:54

Nel corso degli ultimi dieci anni sono stati condotti una serie di studi clinici che hanno dimostrato che i fosfolipidi neuromologhi, hanno effetti farmacologici su diversi parametri cerebrali dell’uomo, ad esempio: aumento del metabolismo del glucosio e delle riserve intracellulari di glicogeno ed aumento del turnover di alcuni neurotrasmettitori come acetilcolina e dopamina.

Uno degli aspetti particolarmente rilevante è l’interazione dei fosfolipidi con un recettore specifico per gli antidepressivi, che consente di ridurre notevolmente il tempo di latenza di azione. Le condizioni patologiche che conseguono a queste attività farmacologiche sono situazioni in cui emergono alterazioni dell’affettività e del comportamento, soprattutto negli stati ansioso-depressivi che si manifestano in particolari situazioni parafisiologiche.

Quindi l’interazione specifica tra i liposomi di fosfolipidi neuromologhi ed i recettori dei farmaci antidepressivi, costituisce una valida strada da percorrere in campo clinico, per consentire il mantenimento dello stato di benessere psichico acquisito, con una significativa riduzione di un farmaco antidepressivo associato, come l’amitriptilina.

In conclusione, l’associazione dei fosfolipidi alla terapia con antidepressivi determina un potenziamento della stessa consentendo una conseguente riduzione del dosaggio dell’antidepressivo prescritto nei pazienti affetti da depressione monopolare.

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