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Meno sinistri ma aumentano i premi assicurativi

Professione Redazione DottNet | 16/11/2013 15:22

Diminuiscono i sinistri in campo medico ma aumentano i premi assicurativi, a tutto svantaggio del Sistema Sanitario Nazionale e dei medici, sempre più impegnati a difendersi dalle denunce. La conferma arriva dall'Associazione delle imprese assicuratrici (Ania), ascoltata in Commissione Affari sociali della Camera, nell'ambito del filone di indagine conoscitiva relativo alla responsabilità professionale del personale sanitario.

 Un'occasione per tornare a puntare l'attenzione sull'incremento dei premi assicurativi che, nel 2011, è stato del 5,5% rispetto all'anno precedente, anche se i sinistri denunciati alle assicurazioni, circa 31.500, hanno registrato un calo del 6,7% rispetto al 2010. "Una escalation", i cui "effetti sono stati un incremento dei costi diretti in termini di risarcimenti e un incremento dei costi indiretti in termini di medicina difensiva", pari "a 13 miliardi di euro". E' quanto spiegato, nel corso dell'audizione, dal direttore del Ramo Vita e Danni non auto dell'Ania, Roberto Manzato. Due le soluzioni individuate per contenere il problema, la prima è il "passaggio ad un sistema indennitario", in cui "chi ha subito un danno viene indennizzato con un importo standard senza la ricerca del colpevole", scelta fatta dai paesi nordici e in parte in Francia e Gran Bretagna, che comprimerebbe "radicalmente i costi della medicina difensiva e il personale sanitario sarebbe rasserenato".

La seconda ipotesi consigliata dall'Ania, prevede, "rimanendo in un sistema di responsabilità", la rivisitazione "del concetto di responsabilità dei sanitari", ristabilendo "un corretto onere della prova" basato sul fatto che "in medicina non può esistere un obbligo di risultato a prescindere dalle condizioni". Atto dovuto e imprescindibile, ha ribadito Manzato ai deputati, impegnati nell'elaborazione di testo che unifichi i 5 ddl in materia di colpa medica già presentati in Commissione XII, "l'adozione di serie e rigorose attività di risk management da parte di strutture e personale sanitario". 

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Fonte: ania

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