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L'accumulo grassi nel giro vita scatena diabete e malattie cardiache

Medicina Interna

Ma anche al tumore. In questo contesto, un ruolo chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2 è svolto da RANKL, una proteina pro-infiammatoria in grado di attivare il fattore NF-kB, uno dei principali attori dell'infiammazione. E' la scoperta, giunta a coronamento di un ventennio di studi, presentata da Stefan Kiechl, del Dipartimento di Neurologia dell'Università di Innsbruck (Austria), nell'ambito delle due Lecture organizzate da Fondazione Sigma-Tau con il patrocinio della Società Italiana di Diabetologia (Sid) a Roma (al Cnr) e Milano (al S.Raffaele Scientific Institute), e promosse da Enzo Bonora, ordinario di Endocrinologia all'Università di Verona e presidente eletto della Sid. Kiechl e colleghi hanno scoperto che questa infiammazione cronica rappresenta l'anello di congiunzione tra il diabete e le malattie cardiovascolari. Nella pratica clinica, però, non è possibile 'misurare' l'NFkB, ma è possibile dosare nel sangue i livelli della proteina RANKL, che va ad attivare l'NFkB, che a sua volta determina e mantiene questa infiammazione cronica, capace di spianare la strada verso il diabete e le malattie cardiovascolari. Lo studio condotto da Kiechl - in collaborazione con le università di Verona, Roma, Erlangen, Cambridge e Boston - ha messo molto ben in evidenza questo aspetto. Il prossimo passo consisterà nel verificare se l'inibizione della proteina RANKL sia realmente in grado di proteggere da diabete e malattie cardiovascolari. "Il trattamento antinfiammatorio - afferma Kiechl - è di fatto già una realtà, perché molti dei farmaci comunemente in uso per il diabete e la prevenzione delle malattie cardiovascolari hanno proprietà antinfiammatorie. La sfida da affrontare nei prossimi anni è però quella di ideare possibili interventi antinfiammatori specifici. Ed alcune soluzioni promettenti - conclude l'esperto - sono oggetto di studi in corso''. 

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Fonte: sid, sigma tau

Medicina Interna
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