
Ha effetti positivi sui grassi e gli zuccheri nel sangue
La terapia ormonale a base di estrogeni protegge, a lungo termine, dal rischio di malattie cardiache e migliora quasi tutti i biomarcatori che descrivono la salute del cuore. Lo indica uno studio i cui risultati saranno presentati al meeting annuale 2024 della Menopause Society in corso a Chicago. La terapia ormonale sostitutiva è stata oggetto di un intenso dibattito per più di 20 anni. Nonostante abbia dimostrato di essere il trattamento più efficace per gestire alcuni dei sintomi più comuni della menopausa, come le vampate di calore, alcuni nutrono ancora preoccupazioni sui potenziali rischi per la salute, soprattutto dopo un uso prolungato.
Numerosi studi hanno dimostrato che livelli elevati di hs-CRP sono associati a un incremento indipendente del rischio di eventi cardiovascolari, anche in pazienti con valori lipidici nella norma.
L’aterosclerosi è oggi sempre più interpretata come una malattia cronica immuno-metabolica, che richiede strategie preventive e terapeutiche integrate e a lungo termine.
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Dalla gravidanza alla menopausa, le patologie reumatologiche incidono su scelte e percorsi di vita. SIR: diagnosi precoce e gestione terapeutica condivisa restano centrali
Le comunità microbiche che popolano l’intestino influenzano l’efficacia e la sicurezza dei farmaci. Una revisione internazionale evidenzia il potenziale della farmacomicrobiomica per rendere le terapie sempre più mirate e personalizzate.
Le società scientifiche portano ad Agenas e al Ministero della Salute un dossier: il 60% dei pazienti ha un'intensità di cura medio alta, ma i decreti li classificano ancora come "a bassa complessità"
Un editoriale su The Lancet riporta al centro le patologie del fegato. Giannini (SIGE): “Serve un cambio di strategia nelle politiche sanitarie”
Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure
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