
Migliorare e dare impulso al flusso di nuovi farmaci è dunque la priorità dei capi delle industrie. Altre preoccupazioni riguardano la produzione di medicinali di valore adeguati alla domanda commerciale attuale (indicato dal 47% del campione), la pressione delle autorità regolatorie (44%), la necessità di ridefinire i propri clienti (36%). I vertici delle Big Pharma - assicura Ernst & Young - stanno comunque esplorando approcci più strategici e sostenibili per creare vantaggi durevoli a livello di costi, senza però puntare a tagli indiscriminati che non considerino i piani di crescita a lungo termine.




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