|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Il precariato tra depressione e ansia. Studiate le ricette dei medici

Psichiatria

Il lavoro, in attesa di essere pubblicato, è stato presentato per la prima volta in un seminario all'Università di San Francisco.  È emersa una relazione di causa-effetto tra precarietà e aumento di prescrizioni di psicofarmaci, e un aumento correlato dei casi di depressione.  "Abbiamo incrociato dati del Ministero del Lavoro sui nuovi assunti in regione Lombardia tra 2007-2011 - spiega Tosetti - coi dati sulle prescrizioni (ricevute dai lavoratori presso il medico di base, studi specialistici, ospedale), per verificare l'impatto della precarietà sulla probabilità di assumere psicofarmaci. In particolare ogni anno abbiamo considerato un campione di circa 2,7 milioni di lavoratori (ogni anno nel campione c'è un ricambio di persone perché alcune sono 'new entry', i ragazzi che cominciano per la prima volta un rapporto di lavoro, altre sono già presenti nello studio dagli anni passati, altre escono dallo studio, gli anziani che vanno in pensione). I risultati - continua - indicano che, a parità di altri fattori, avere un contratto temporaneo, così come andare incontro a frequenti cambiamenti di contratto nell'arco di un anno, aumenta la probabilità di assumere psicofarmaci (antidepressivi, ansiolitici, stabilizzatori dell'umore ecc.)".
 

"E sale il rischio di ammalarsi di depressione - aggiunge Moscone. Un precario ha una probabilità dello 0,6% maggiore di ricevere una ricetta per psicofarmaci. Sembra poco, ma l'impatto della precarietà sulla salute mentale è notevole: se le persone con contratto temporaneo aumentano di circa l'8-10%, allora il numero di depressi cresce dell'1% tra i giovani (18-34 anni), del 2,3% tra i 35-49enni, dello 0,8% tra 50enni e over-50. Abbiamo anche visto che la probabilità di diventare depresso aumenta se si passa da un tempo indeterminato ad uno determinato. Al contrario, se si passa dal determinato al tempo indeterminato la probabilità di ammalarsi diminuisce, ma l'effetto è minore che nel primo caso". "Dal nostro studio, unico in quanto analizza dati amministrativi (e non ottenuti mediante sondaggi), emerge che la salute mentale dei lavoratori con contratti temporanei è più vulnerabile di quella dei lavoratori a tempo indeterminato", sottolinea Moscone. "Si pongono così le premesse - sostiene Vittadini - per un ripensamento degli strumenti di previdenza e assistenza sanitaria legati al lavoro ancora completamente focalizzati sulla salute fisica, e mai su quella mentale".

pubblicità

 

 

fonte: ansa

Psichiatria
Commenti

I Correlati

I "like" sui social possono rafforzare i sintomi della depressione? Uno studio riapre il dibattito
Psichiatria
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Dipendenze invisibili, l'allarme del Policlinico Gemelli: «Social, IA e cocaina minacciano sempre più adolescenti»
Psichiatria
Dipendenze invisibili, l'allarme del Policlinico Gemelli: «Social, IA e cocaina minacciano sempre più adolescenti»
Dal consumo di sostanze ai comportamenti digitali compulsivi, cresce il numero dei giovani a rischio. Il professor Gabriele Sani: «I genitori spesso non riconoscono i segnali del disagio, servono prevenzione e percorsi di cura integrati»
Sedazione nei pazienti agitati, SIAARTI chiede protocolli nazionali condivisi
Anestesia e Rianimazione
Sedazione nei pazienti agitati, SIAARTI chiede protocolli nazionali condivisi
Dopo la morte di Abderrahim Fakir a Bologna, gli anestesisti chiedono regole uniformi su sedazione urgente, formazione e collaborazione tra sanitari e forze dell'ordine.
Alzheimer, Lilly propone ad AIFA nuovi modelli per favorire l’accesso a donanemab e sostenere la sostenibilità del SSN
Aziende farmaceutiche
Alzheimer, Lilly propone ad AIFA nuovi modelli per favorire l’accesso a donanemab e sostenere la sostenibilità del SSN
Nel percorso di valutazione della rimborsabilità di donanemab, Eli Lilly Italia propone ad AIFA accordi per bilanciare innovazione terapeutica e sostenibilità economica. L’Azienda avvia inoltre iniziative con i centri specialistici per garantire l’ac
Psichiatria, SIEP e Coscioni: "Chiarire quando deve intervenire la polizia"
Psichiatria
Psichiatria, SIEP e Coscioni: "Chiarire quando deve intervenire la polizia"
Lettera al Viminale per rivedere la circolare del 2019. "Il Tso non può diventare lo strumento per gestire un'aggressione in corso".

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.