
A dimostrarlo, i risultati del primo screening, tutto italiano, che ha coinvolto, nella prima fase, 24.000 donne. ''Il test Hpv - ha spiegato il ginecologo Sergio Pecorelli, membro della Commissione ministeriale prevenzione oncologica, presentando i risultati dello screening - può infatti integrare e sostituire il pap test, perchè è più sensibile e identifica i tipi di virus più pericolosi consentendo di selezionare i casi da inviare ai controlli successivi''. Ma c'è anche un altro vantaggio: questo test consente di allungare da 3 a 5-6 anni l'intervallo tra un esame e l'altro, con un considerevole risparmio per la sanità pubblica. Lo screening (che in una seconda fase coinvolgerà 130.




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