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Cervello come Gps, sceglie sempre la strada migliore

Neurologia

Mentre gli adulti usano anche colori e vari altri punti di riferimento dell'area circostante.
Ma quale metodo viene utilizzato più spesso? Sulla rivista 'Psychological Science' gli esperti dell'Università di Chicago e della Temple University, che hanno condotto una serie di esperimenti proprio per capirlo, confermano che è la circostanza a determinarlo, non una funzione precostituita della nostra materia grigia. Un primo esperimento è stato organizzato in una piccola stanza bianca dalla forma rettangolare e con un punto di riferimento chiaro al suo interno: una piccola costruzione attaccata al muro. I volontari hanno osservato i ricercatori riporre delle chiavi in una scatola sistemata in uno degli angoli delle stanze. Sono poi stati bendati e fatti camminare nel buio, in modo da disorientarli. Una volta rimossa la benda, dovevano indicare l'angolo dove era stata messa la scatola con le chiavi. Dopo qualche esitazione, la loro risposta è stata corretta.

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Qualche minuto dopo, ai partecipanti allo studio è stato chiesto di ripetere l'esperimento, questa volta senza guardare dove venissero poste le chiavi. E a loro insaputa, durante una pausa i ricercatori hanno spostato i punti di riferimento su un altro muro, forzandoli a usare forme geometriche o lineari per riorientarsi e trovare le chiavi. Anche stavolta il cervello umano non ha deluso le aspettative.Infine, per l'ultimo test è stato utilizzato un metodo simile, a eccezione della dimensione della stanza, che è stata ampliata. L'ennesimo risultato positivo ha evidenziato che il cervello non ha una preferenza distinta fra i vari metodi per riorientarsi. Infatti, aseconda della dimensione della stanza, i volontari hanno usato sistemi diversi. "Il cervello - assicurano gli scienziati - tiene in considerazione un numero di fattori, fra cui l'ambiente e le nostre esperienze passate, mentre decide quale scelta è meglio fare".

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