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Demenze, in Italia 1,4 milioni di casi: “Fino al 45 per cento prevenibile agendo sui fattori di rischio”

Protocollo tra Società Italiana di Neurologia, Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia. Avviata una campagna nazionale sulla salute del cervello.
Neurologia

Le demenze rappresentano una delle principali sfide sanitarie dei prossimi decenni, con un impatto crescente legato all’invecchiamento della popolazione.

Secondo i dati di Alzheimer Europe, in Italia vivono oggi oltre 1,4 milioni di persone con demenza, un numero destinato ad aumentare del 54% entro il 2050, fino a circa 2,2 milioni di casi.

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In questo contesto, Società Italiana di Neurologia, Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia hanno siglato un protocollo d’intesa per avviare la campagna nazionale "Salute del cervello: prevenzione, politiche, prospettive", presentata al Senato in occasione della Settimana del cervello.

Prevenzione: fino al 45% dei casi evitabili

Il punto centrale dell’iniziativa è il rafforzamento della prevenzione, ancora poco sviluppata nell’ambito delle patologie neurologiche.

"Questo protocollo nasce dalla volontà di portare la prevenzione neurologica allo stesso livello di ciò che il nostro Paese ha già saputo fare per le malattie oncologiche o cardiovascolari", spiega Mario Zappia, neurologo e presidente della Società Italiana di Neurologia.

"Le evidenze indicano che intervenire sui fattori di rischio, che sono principalmente ipertensione, diabete, obesità, inattività fisica, fumo, perdita uditiva non trattata, isolamento sociale e inquinamento, potrebbe ridurre il rischio di demenza fino al 45%".

Un approccio che sposta l’attenzione dalla gestione della malattia alla sua possibile riduzione a monte, attraverso interventi su stili di vita e determinanti ambientali.

Alimentazione e cervello: un legame sempre più evidente

Tra i fattori di rischio modificabili emerge anche il ruolo dell’alimentazione.

"L’apparato digerente è come un secondo cervello e i nostri due cervelli dialogano tra loro", osserva Antonio Gasbarrini, medico internista e direttore scientifico della Fondazione Aletheia. "Un consumo elevato di alimenti ultraprocessati è associato a diverse patologie, comprese quelle neurologiche".

Gasbarrini sottolinea inoltre come il problema riguardi soprattutto le nuove generazioni: "Molti ragazzi assumono fino al 50% delle calorie da alimenti ultraprocessati, con possibili conseguenze a lungo termine sulla salute".

Il ruolo delle politiche sanitarie

Accanto alla prevenzione individuale, il protocollo richiama anche la necessità di un rafforzamento delle politiche pubbliche.

"Il fondo per l’Alzheimer, finanziato con 34 milioni di euro, è uno degli esempi di collaborazione virtuosa tra il Ministero e le Regioni", evidenzia Giovanni Leonardi, capo del Dipartimento One Health del Ministero della Salute. "Nel Piano nazionale per la salute mentale, inoltre, il 30% delle risorse è destinato ad attività di prevenzione".

Neurologia
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