
Il fatto è avvenuto nel Modenese, a Vignola. Ferito anche il figlio accorso in suo aiuto
Ha forse i contorni della vendetta, ma rimane avvolta dal mistero l'aggressione con soda caustica subita nella prima serata di ieri dal primario della Cardiologia dell'Ospedale Sant'Agostino-Estense di Baggiovara di Modena, Stefano Tondi. Il cardiologo, 60 anni, rischia la cecità dopo essere stato raggiunto a entrambi gli occhi dalla sostanza corrosiva, sparata a distanza ravvicinata da un uomo che gli ha puntato contro un fucile ad acqua. Anche il figlio di Tondi, Michele, 19 anni, è rimasto ustionato ma in maniera meno grave al capo.
Da quanto si apprende, è intervenuto per difendere il padre durante l'aggressione, avvenuta poco dopo le 20 nel pressi dell'abitazione dello specialista, a Vignola, a circa venti chilometri da Modena.
L'inchiesta dei carabinieri è coordinata dal sostituto procuratore Enrico Stefani. Pochi, al momento, gli elementi su cui lavorare. Si può supporre comunque che l'agguato sia stato premeditato e indirizzato precisamente contro il cardiologo, dato che l'abitazione di Tondi si trova lungo una strada in aperta campagna e l'orario scelto per l'assalto, complice l'oscurità, ha favorito la fuga dell'aggressore. Difficile quindi ipotizzare che si sia trattato di uno scambio di persona. Gli specialisti del Policlinico stanno facendo ogni sforzo per salvare la vista a Tondi ma saranno decisive le prossime due settimane di cure per avere riscontri più definiti. Intanto il sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, amico di lunga data del cardiologo, dichiara: "siamo arrivati alla barbarie, frutto di una società fondata esclusivamente sulla ricerca facile del potere e della ricchezza. Con Stefano è stato colpito un professionista di altissimo livello e generosità e un grande amico, compagno di tante lotte studentesche combattute nella speranza di creare un mondo migliore. Impresa nella quale abbiamo fallito".
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