
La malattia è letale nel 10% dei casi; la politica decida sull'obbligo
Anche la corsa in ospedale più rapida non mette al riparo dall'esito peggiore in caso di meningite, mentre l'unica vera prevenzione è il vaccino. E' il parere di Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria, sul caso del bambino di 22 mesi non vaccinato morto a Firenze a causa del meningococco C.
Una volta che si sviluppa la malattia, sottolinea l'esperto, è molto difficile intervenire. "E' dimostrato che il tempo medio di arrivo in ospedale è 16-18 ore - sottolinea l'esperto - si è già nella fase in cui un paziente su dieci muore e tre su dieci hanno esiti permanenti, l'unico vero salvavita è la vaccinazione, bisogna pensarci prima.
Sull'eventualità di introdurre l'obbligo vaccinale, di cui spesso si parla soprattutto dopo casi come quello fiorentino e in considerazione del calo delle vaccinazioni che si vede in tutto il Paese, Villani 'passa la palla' alla politica. "Le società scientifiche hanno indicato chiaramente cosa debba essere fatto in tema di vaccinazioni, c'è un 'Calendario per la vita' che abbiamo stilato. Ora la politica deve decidere cosa vuole fare, se vuole l'obbligatorietà. Noi diciamo chiaramente che tutti i bambini vanno vaccinati per tutte le malattie indicate, poi è chiaro che se non viene attuato è responsabilità della politica. Tutte le morti evitabili come questa devono far riflettere, noi come società scientifiche produciamo documenti, facciamo campagne, convegni, diciamo cosa è opportuno, ma è la politica che deve scegliere, è meglio fare le vaccinazioni o piangere i morti?".
Allarme su adolescenti e gravidanza: richiami non completati e immunizzazione materna ancora poco diffusa. In Europa tornano a crescere pertosse e morbillo
Secondo Vaccines Europe il 41% dei vaccini in pipeline è destinato a malattie senza protezione. Farmindustria richiama il ruolo della prevenzione come investimento per il SSN
Ocse: il Long Covid continuerà a pesare su sanità ed economia fino al 2035. Effetti su produttività, lavoro e domanda assistenziale.
Una panoramica generale delle sfide e dell'impegno del Ministero della salute. Diegnare la nuova sanità tra necessità emergenti e vincoli di spesa.
Anche i pediatri di famiglia contestano l’impianto della bozza di riforma: “Rischia di compromettere autonomia professionale e rapporto fiduciario con le famiglie”
Dall’ipotesi di estendere l’assistenza fino ai 18 anni al tema delle carenze e delle Case di comunità: il sistema pediatrico si prepara a cambiare
Ipotesi di estendere la presa in carico pediatrica fino alla maggiore età per alleggerire i medici di famiglia. Costo stimato oltre 500 milioni l’anno. I pediatri: proposta condivisa, ma non può restare isolata
Un algoritmo sviluppato negli Stati Uniti analizza le cartelle cliniche pediatriche e riconosce segnali precoci del disturbo con anni di anticipo
Commenti