
La poltica deve farsi carico del problema che interessa famiglie e sanità pubblica
"Serve maggior impegno da parte della politica per promuovere attività fisica nelle scuole. Purtroppo siamo molto arretrati da questo punto di vista. Mentre la sedentarietà interessa il 16% dei giovanissimi. Sei su dieci passano troppo tempo davanti a TV e videogiochi". E' l'appello che arriva da Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), a margine della presentazione della campagna educazionale "Dammi il 5", promossa da pediatri e nutrizionisti col contributo scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
"La sensibilizzazione di famiglie e insegnanti a corretti stili di vita - spiega - è importante, serve però anche un'alleanza virtuosa che coinvolga Miur e Ministero della Salute, per far sì che a scuola sia possibile non solo aver cura dell'alimentazione ma anche promuovere attività fisica.
"Un obeso ha infatti - aggiunge Giampietro Chiamenti, presidente nazionale Fimp - un'aspettativa di vita inferiore di dieci anni rispetto ad un normo-peso. I chili di troppo in età pediatrica favoriscono la probabilità di sviluppare una serie di malattie croniche non trasmissibili come disturbi cardiovascolari, tumori, insufficienza respiratoria, ipercolesterolemia, ipertensione e diabete". Il problema è globale ma colpisce in modo diverso le varie regioni. "In Italia quelle del Sud - spiega Giuseppe Morino, Responsabile dell'Unità Operativa Educazione Alimentare dell'Ospedale Bambino Gesù - sono maggiormente interessate. In Campania, per esempio, il tasso di sovrappeso/obesità interessa 1 bambino su 2, mentre in Lombardia solo il 23.6% è interessato"
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