
Coloro che accusano un dolore persistente hanno ottenuto nei test un punteggio più basso del 9%
Gli anziani che presentano una qualche forma di dolore cronico o persistente vanno incontro a un declino della memoria accelerato e a una maggiore probabilità di demenza. A dimostrarlo un ampio studio pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine. I ricercatori della University of California di San Francisco (UCSF) hanno analizzato i dati di 10.065 persone over 60 per 12 anni. I partecipanti che dichiaravano di aver sofferto in modo persistente di dolore moderato o grave in due interviste, nel 1998 che nel 2000 (in tutto erano circa il 10% del totale), presentavano, nei 10 anni successivi, una diminuzione del 9,2% nel punteggio dei test sulla memoria, rispetto a coloro che non erano stati afflitti dal dolore.
Diminuzione che si traduceva in un rischio maggiore di incapacità di gestire farmaci e finanze in modo indipendente.
Fonte: ansa
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
L'XLH ha un’incidenza stimata di 1 caso ogni 20.000 persone, ma è una malattia sottodiagnosticata
Un’indagine dell’Ohio State University Wexner Medical Center rivela che l’apnea ostruttiva del sonno viene diagnosticata non solo tra anziani o persone in sovrappeso
Non serve raggiungere 10.000 passi al giorno: la chiave per il benessere è la durata della camminata. Cosa dice la ricerca
Diminuiscono le probabilità di avere almeno due patologie assieme
"Nel mondo reale rallenta la malattia nel 50% dei pazienti"
Zooprofilattico Venezie, più vigilanza sui rischi biologici
Ha effetti positivi sui grassi e gli zuccheri nel sangue
Commenti