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Allenamenti di resistenza rallentano la sclerosi multipla

Neurologia Redazione DottNet | 02/08/2017 16:25

La formazione fisica diminuisce la tendenza del cervello a ridursi

Fare attività di resistenza fisica può proteggere il sistema nervoso e rallentare la progressione della sclerosi multipla, potenziando l'effetto dei farmaci. E' quanto indica uno studio pubblicato nel Journal of Multiple Sclerosis. La sclerosi multipla è una malattia incurabile del sistema nervoso centrale e in cui sembrano avere un ruolo sia fattori genetici che ambientali. L'80% di chi ne è affetto vi convive da oltre 35 anni. In passato, ai pazienti veniva consigliato di non fare esercizi fisici per paura di esacerbare la malattia, ma nel tempo è stato visto invece che possono al contrario alleviare i sintomi, tra cui l'eccessiva fatica e le disabilità motoria.

Le conclusioni del nuovo studio, però vanno anche oltre. I ricercatori dell'Università di Aarhus hanno seguito 35 persone con sclerosi multipla per sei mesi.

La metà ha partecipato ad allenamenti di resistenza due volte alla settimana, mentre l'altra metà no. Prima e dopo il periodo di sei mesi, i partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica da cui è emersa una tendenza del cervello di ridursi meno in pazienti che avevano intrapreso una allenamento di resistenza. "Tra le persone con sclerosi multipla, il cervello si riduce più velocemente del normale: i farmaci possono contrastare questo processo, ma abbiamo visto che l'esercizio fisico riduce ulteriormente il ritiro del cervello nei pazienti che già ricevono medicinali", afferma l'autore principale Ulrik Dalgas.    "Una formazione fisica sistematica - conclude - può essere un supplemento molto più importante durante le terapie rispetto a quanto finora ritenuto".

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fonte: ansa

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