
Simpe: Nelle scuole non ci sono medici, i presidi chiedano la nostra collaborazione
Sono i pediatri di famiglia la chiave per far funzionare la legge sull'obbligo, non solo per la possibilità di fare materialmente le vaccinazioni negli studi ma anche e soprattutto per convincere i genitori dubbiosi. Lo afferma il presidente della Società Italiana Medici Pediatri (Simpe) Giuseppe Mele, secondo cui questa figura potrebbe anche entrare nelle scuole per fare opera di sensibilizzazione. La circolare pubblicata oggi dal ministero prevede che le Asl possano 'avvalersi della collaborazione operativa dei Pediatri di Libera Scelta e dei Medici di Medicina Generale'.
I pediatri di base potrebbero anche 'entrare' a scuola, suggerisce Mele. "Non essendoci più la figura del medico scolastico - spiega - si è creata un'assenza di informazione in uno dei luoghi principali dove è necessaria. Per questo i presidi potrebbero chiedere la nostra collaborazione, sempre in un'ottica di sensibilizzazione delle famiglie e degli insegnanti". Secondo la circolare esplicativa saranno proprio i pediatri a certificare i casi in cui i bambini non potranno essere vaccinati, ma Mele esclude che questo porti a medici che 'acconsentano' a esentare bambini solo perchè i genitori sono dubbiosi. "Bisogna sicuramente aumentare la cultura e la formazione dei pediatri in questo campo, ad esempio con dei corsi di vaccinologia durante la specializzazione - afferma -. Detto questo però non credo che ci sia questo pericolo, anche perchè il pediatra agisce sempre di più all'interno di aggregazioni. Sarà comunque importante monitorare e verificare gli esiti di questo coinvolgimento per capire quanto incideranno i pediatri nelle coperture vaccinali. se poi ci saranno pediatri contro la scienza esistono mezzi per intervenire"
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