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Pisa, importanti scoperte per la cura del mesotelioma

Oncologia Redazione DottNet | 30/10/2017 16:44

Giovannetti: "I risultati della ricerca hanno dimostrato che fra i pazienti trattati con il chemioterapico pemetrexed, quelli con più bassi livelli di espressione di Pcft hanno una minore sopravvivenza"

Dalla ricerca pisana arrivano nuove importanti scoperte e speranze di cura per il mesotelioma pleurico maligno. Uno studio dei ricercatori Elisa Giovannetti e Niccola Funel, in collaborazione con gruppi di ricerca nazionali e internazionali, ha individuato la relazione esistente fra determinati livelli di espressione di una proteina (Pcft), che veicola il farmaco antitumorale (pemetrexed) e il decorso clinico del paziente. Lo rende noto l'Azienda ospedaliero universitaria pisana.    "I risultati della ricerca - spiega Giovannetti - hanno dimostrato che fra i pazienti trattati con il chemioterapico pemetrexed, quelli con più bassi livelli di espressione di Pcft hanno una minore sopravvivenza".

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L'altro dato significativo riguarda la modulazione della metilazione indotta da un altro farmaco (5-aza-2'-deossicitidina) che potenzia l'espressione della Pcft nelle cellule malate resistenti al trattamento, rendendo in tal modo più efficace l'azione del chemioterapico pemetrexed utilizzato per questo tipo di tumore. "Il nostro studio - conclude Funel - suggerisce la possibilità di prendere in considerazione questo tipo di combinazione per i tumori intrinsecamente 'resistenti' alla chemioterapia, aprendo la strada per nuovi studi clinici". A livello metodologico, la ricerca ha utilizzato sia tessuti di tre ampie casistiche di pazienti, in cui sono state effettuate analisi di biologia molecolare e istopatologiche, usando specifiche griglie di frammenti di Dna su vetrino sia linee cellulari umane di mesotelioma, più o meno resistenti alle terapie, creando specifici modelli in vitro per studi su innovative combinazioni farmacologiche. 

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