In un comunicato le tre sigle sostengono che occorre completare i processi di liberalizzazione
«Le parafarmacie italiane sono una risorsa per l’intero sistema farmaceutico, non sono una anomalia. Hanno creato dal nulla nuova occupazione, nuovi investimenti, opportunità di risparmio per i cittadini e vera concorrenza in un sistema bloccato da tempo». Nel comunicato congiunto firmato da Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e Libere Parafarmacie Italiane si sottolinea che «l’unica via per rendere tale settore stabile è quella di completare i processi di liberalizzazione rimasti a metà, vera causa delle sofferenze economiche di alcune parafarmacie, e dare avvio ad una nuova fase riformatrice che porti in tempi brevi alla creazione di un sistema duale di distribuzione del farmaco, ovvero alla creazione della farmacia non convenzionata».
Secondo le tre sigle, infatti, «la proposta dell’onorevole Fregolent e di parte del PD, finalizzata nella sostanza a porre la parola fine all’esperienza delle parafarmacie italiane, è rimandata al mittente perché priva di sostanza e diretta esplicitamente a sostenere la prossima campagna elettorale.
Inoltre, proseguono FNPI, MNLF e CULPI, «l’argomento, affrontato nella legge di stabilità, appare avulso dal contesto della legge di bilancio, mentre la proposta Fregolent appare un’esplicita “forzatura” che, con la debole motivazione dell’emergenza, nasconde tentativi corporativi d’impedire l’apertura di nuove parafarmacie (blocco dei codici univoci) e di eliminare l’obbligo della presenza del farmacista in questi esercizi». In conclusione, le associazioni di categoria ribadiscono la necessità di creare la farmacia non convenzionata e affermano che «qualsiasi altro provvedimento è diretto a tutelare o creare nuovi privilegi, contrari agli interessi della maggioranza dei cittadini e a quelli del Paese».
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