Canali Minisiti ECM

Alzheimer, ideato un cocktail di farmaci potenzialmente efficace

Neurologia Redazione DottNet | 23/11/2017 19:06

Mix di tre medicine in uso per asma, Parkinson ed epilessia

Lavorando su ''cervelli in provetta'' ottenuti coltivando cellule di pazienti è stato sviluppato un cocktail di farmaci potenzialmente efficace contro l'Alzheimer. Reso noto sulla rivista Cell Reports, è il risultato di uno studio di scienziati giapponesi dell'Università di Kioto. I tre farmaci sono tutti in uso per altre malattie: la bromocriptina usata nel Parkinson, la ''cromolina'' per l'asma e il topiramato per l'epilessia. Insieme la combinazione di questi tre farmaci riduce i depositi tossici di proteina beta-amiloide (che resta la principale indiziata tra le possibili cause della malattia) del 30-40%. Lo studio si basa sulla creazione di tessuto cerebrale con Alzheimer, a partire da cellule di pelle di un campione di pazienti con la malattia.

Le cellule sono prima state riprogrammate in staminali pluripotenti, poi con queste si è realizzato il tessuto cerebrale in provetta, che rispecchia, quindi, la malattia dei pazienti stessi. Su questi campioni gli scienziati, diretti da Haruhisa Inoue, hanno testato oltre 1200 farmaci noti e combinazioni di essi, arrivando a trovare il cocktail più efficace nel rimuovere beta-amiloide. Per quanto si tratti di ricerca di base, il fatto che i tre farmaci selezionati siano tutti già in uso potrebbe rendere più rapido un eventuale percorso di sperimentazione sui pazienti; anche se prima di passare all'uomo, bisognerà allestire dei test su animali.

pubblicità

Fonte: ansa

Commenti

I Correlati

Il decreto approvato dal Senato interviene sugli acquisti dei farmaci senza concorrenza e accelera sulla telemedicina. Ma tra accesso e gestione della terapia resta uno scarto

Uno dei messaggi più solidi emersi dalle sessioni scientifiche riguarda il consolidamento dei biomarcatori plasmatici come strumenti di primo livello nello screening dell’AD.

Dal congresso internazionale AD/PD emerge un cambio di paradigma: la malattia di Alzheimer non è più una singola entità, ma un mosaico di sottotipi molecolari, spostando l'attenzione verso una diagnosi biologica sempre più raffinata e personalizzata.

Le evidenze emerse dal congresso internazionale AD/PD 2026 delineano con crescente chiarezza un cambio di paradigma nella comprensione e nel trattamento della malattia di Alzheimer (AD).

Ti potrebbero interessare

Ultime News

Più letti