
Un peso maggiore sia per gli specialisti che per i medici di famiglia. Il documento completo
A seguito della riforma del Servizio Sanitario Lombardo - che tuttavia potrebbe essere un modello anche per le altre regioni -, quali sono le maggiori responsabilità a cui vanno incontro i medici che si fanno carico di definire il percorso di gestione del malato cronico? Una domanda complessa a cui prova a rispondere un documento dell'Ordine dei Medici di Milano (clicca qui per scaricare il testo completo), in cui si specifica che "è un contributo peculiare e tecnico che prescinde completamente da qualsiasi giudizio di fondo sulla bontà e/o condivisibilità di tale riforma".
Nella prima parte del documento si esaminano le responsabilità aggiuntive (di tipo organizzativo/burocratico, ma non solo) per il medico di medicina generale che si fa carico della stesura del Piano di Assistenza Individuale (PAI).
Più "complessi e onerosi", prosegue il documento, "i profili di responsabilità per il medico specialista, che corre il rischio con le proprie prescrizioni di determinare interazioni negative a seguito di altre prescrizioni terapeutiche seguite dal paziente. In caso di controversia giudiziaria si troverebbe in prima linea a rispondere di compiti che non fanno parte del suo bagaglio specialistico, avendoli di fatto assunti, peraltro senza aver avuto la facoltà di scelta di cui invece gode il medico di famiglia".
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