
Aiuteranno a migliorare i trapianti e le analisi forensi
Dopo la morte, parte del Dna continua a funzionare: centinaia di geni infatti si risvegliano, aumentano o diminuiscono la loro attività fino a 4 giorni dopo la morte. La mappa di queste funzioni, descritte in due diversi studi, viene riassunta dal sito della rivista Science e può portare a migliori cure per conservare gli organi da trapiantare e metodi per determinare il momento della morte nelle vittime di un crimine.
Il gruppo di Peter Noble dell'università di Washington, studiando l'attività di 1000 geni nel pesce zebra e nei topi, ha scoperto che, sebbene la maggior parte smetta di funzionare nelle prime 24 ore dopo la morte, nei pesci alcuni rimangono funzionanti fino a 4 giorni dopo.
fonte: science
Nel 2040, si prevede che il numero di persone diagnosticate con Sla in Europa aumenterà
Evidenziano nuovi bersagli terapeutici per prevenirlo o fermarlo
I risultati, pubblicati su Cell & Bioscience, hanno mostrato come la perdita del cromosoma maschile può influenzare il trascrittoma, ovvero tutte le informazioni trascritte dai geni
Onesti: "Abbiamo benefici rilevanti e sostenuti nel tempo. Dalla terapia genica giungono risposte concrete a pazienti senza speranza. Una sfida per i nostri sistemi"
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
L'XLH ha un’incidenza stimata di 1 caso ogni 20.000 persone, ma è una malattia sottodiagnosticata
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