
Da anoressia a schizofrenia: i virus invece sono dietro l'Alzheimer
Potrebbero avere radice nel Dna le malattie psichiatriche. Per la prima volta infatti sono state trovate le basi genetiche di disturbi come anoressia, comportamenti ossessivi-compulsivi e schizofrenia, che presentano molte somiglianze a livello molecolare. Nessuna base genetica per le malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, che potrebbe essere invece collegato al virus dell'herpes. A indicarlo sono due diversi studi, uno pubblicato sulla rivista Science e l'altro su Neuron.
A concentrarsi sull'impronta genetica delle malattie psichiatriche è stato il consorzio internazionale guidato dal Massachussets institute of technology (Mit), che ha condotto la più vasta analisi mai fatta su questo tema, basata sul Dna di circa 900.000 persone, sane e con disturbi mentali, per 25 malattie psichiatriche e neurologiche. I ricercatori hanno misurato la quantità di 'sovrapposizioni' genetiche tra le varie malattie, mettendole in relazione anche con diversi parametri cognitivi, come gli anni di studio.
Non sono state invece trovate corrispondenze genetiche per le malattie neurodegenerative, come Parkinson, sclerosi multipla e Alzheimer. Per quest'ultimo in realtà c'è una nuova ipotesi, avanzata dai ricercatori dell'ospedale Mount Sinai di New York, guidati da Joel Dudley: dietro la comparsa della malattia ci potrebbe essere il virus dell'herpes. L'analisi post-mortem, fatta sul cervello di quasi mille persone malate e sane, ha rilevato la presenza di due ceppi del virus dell'herpes umano in quantità doppia nei malati. Attraverso il sequenziamento del Dna ed Rna di oltre 600 campioni di tessuti cerebrali, "abbiamo visto come i virus interagiscono sui geni dell'Alzheimer. Non possiamo ancora dire se il virus dell'herpes sia una causa primaria di questa demenza, ma è chiaro che è coinvolto nel meccanismo che la genera", commenta Dudley.
L'idea dei ricercatori è che l'Alzheimer sia il 'danno collaterale' causato dalla risposta del cervello al virus dell'herpes. La sua presenza in abbondanza potrebbe innescare una 'cascata immunitaria' che porterebbe al deterioramento e morte delle cellule cerebrali, aprendo così la strada all'Alzheimer
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