
Risorse insufficienti per il fondo sanitario e per il personale
Si terra' il 9 e probabilmente anche il 23 novembre lo sciopero proclamato ufficialmente dai medici della sanità pubblica. Risorse insufficienti per fondo sanitario e per il rinnovo dei contratti dell'area medica sono le motivazioni principali della mobilitazione. Prosegue invece il confronto tra il Ministero della salute e i medici di medicina generale per risolvere il problema della carenza dei camici bianchi sul territorio. Con una comunicazione inviata alle istituzioni competenti dai sindacati è stata proclamata per il 9 novembre la prima data dell'annunciato sciopero dei camici bianchi. L'astensione dal servizio durerà 24 ore ma, come previsto per legge, "sarà garantita la continuità delle prestazioni indispensabili".
L'agitazione riguarderà il personale appartenente alla dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale. Tra le motivazioni, si legge nella proclamazione, l'insufficienza del finanziamento previsto per il Fondo sanitario Nazionale 2019, in relazione alla garanzia dei Lea ed agli investimenti nel patrimonio edilizio sanitario e tecnologico.
Sul fronte della medicina convenzionata si è tenuto un incontro al ministero con le principali sigle sindacali sulle misure straordinarie per far fronte alla carenza dei medici di famiglia e sull'accesso alla formazione in Medicina Generale. Una riunione "proficua" secondo il ministro Giulia Grillo, che "ha permesso di mettere a fuoco le principali problematiche della categoria e di ragionare su una bozza di proposta per il superamento delle maggiori criticità". Ma la bozza del ministero non piace a Silvestro Scotti, segretario della Federazione Medici di Medicina Generale: "propone un accesso al corso di Medicina Generale senza concorso, di fatto una sanatoria inaccettabile. Siamo pronti a continuare il dialogo".
Il ministro della Salute difende lo stato del SSN e rivendica la strategia del governo: riorganizzazione dell’assistenza territoriale, valorizzazione dei professionisti e investimenti su prevenzione e digitalizzazione.
Liste d’attesa prima preoccupazione sanitaria per gli italiani: il 46% ritiene che il diritto alla salute non sia pienamente soddisfatto. I dati dell’indagine Euromedia presentata al summit MSD.
Mobilità sanitaria in crescita: nel 2023 gli italiani hanno speso 5,15 miliardi per curarsi fuori Regione. Il Report Gimbe evidenzia divari territoriali e forte attrattività di poche aree del Paese.
Sport e prevenzione entrano nell’agenda di politica sanitaria: il Rapporto TEHA-Osservatorio Valore Sport mostra perché l’attività fisica è strumento di salute pubblica..
Il ministro della Salute difende lo stato del SSN e rivendica la strategia del governo: riorganizzazione dell’assistenza territoriale, valorizzazione dei professionisti e investimenti su prevenzione e digitalizzazione.
Liste d’attesa prima preoccupazione sanitaria per gli italiani: il 46% ritiene che il diritto alla salute non sia pienamente soddisfatto. I dati dell’indagine Euromedia presentata al summit MSD.
Commenti