
Livelli eccessivi di colesterolo cattivo Ldl possono innescare il processo di aterosclerosi (ispessimento e ostruzioni delle arterie), causando nel tempo la formazione di vere e proprie placche che ostacolano il flusso del sangue fino a bloccarlo del tutto. In base a dove si sviluppano, queste ostruzioni possono causare infarto o ictus. Chi ha avuto un evento cardiovascolare ha un rischio maggiore di incorrere in uno o più eventi successivi se il livello di colesterolo non rimane sotto un determinato livello. Le linee guida internazionali fissano questo livello (target) a 70mg/dl, che deve essere raggiunto con l' impiego delle statine e, se necessario, aggiungendo alla statina una terapia non statinica (come l' ezetimibe). Non tutti i pazienti, tuttavia, raggiungono i risultati raccomandati con le terapie tradizionali.
L' ipercolesterolemia (livelli di colesterolo cattivo Ldl oltre i parametri raccomandati) che ne può derivare rappresenta quindi un fattore di rischio importante. "Riuscire a mantenere un livello di colesterolo 70mg/dl è un obiettivo fondamentale - afferma Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società italiana di cardiologia (Sic) e direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell' apparato cardiovascolare dell' Università Federico II di Napoli, a margine del congresso nazionale Sic - Se le terapie tradizionali non funzionano o funzionano in parte, non deve esserci rassegnazione da parte del paziente o del medico. Recentemente si sono resi disponibili gli inibitori di Pcsk9, farmaci innovativi che si somministrano per via sottocutanea ogni 15 giorni. Il loro impiego si è dimostrato efficace nel ridurre i livelli di colesterolo cattivo, oltre ad avere un ottimo profilo di sicurezza. Inoltre recenti studi hanno evidenziato come il ricorso a questi farmaci riduca l' incidenza di eventi cardiovascolari importanti come l' ictus e l' infarto".




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