Canali Minisiti ECM

Un ormone riduce il rischio di Alzheimer

Neurologia Redazione DottNet | 30/01/2019 14:17

Studio sulla colecistochina: controlla la sazietà

Quando l'ormone della sazietà, la colecistochina, ha un alto livello, il rischio di avere il morbo di Alzheimer si riduce del 65%. E' questo il risultato di uno studio dell'Università dell'Iowa che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Neurobiology of Aging. La ricerca ha coinvolto 287 persone e ha analizzato proprio questo particolare ormone che si trova sia nell'intestino tenue sia nel cervello. Nel tenue la colecistochina permette l'assorbimento di grassi e proteine. Nel cervello, invece, è nell'ippocampo (la regione cerebrale che si occupa della formazione della memoria). Gli studiosi hanno scoperto che le persone che hanno un maggiore livello di colecistochina hanno un rischio ridotto del 65% di avere un deterioramento cognitivo, o il morbo di Alzheimer.

    Sono stati anche analizzati i livelli delle proteine ​​p-tau e tau, che si pensa siano tossiche per il cervello, per vedere come queste possono avere un impatto sulla colecistochina e sulla memoria. Hanno scoperto che con l'aumento dei livelli delle tau, la maggior quantità di colecistochina non era più correlata a un minore declino della memoria.  "Osservando l'aspetto nutrizionale, possiamo dire se una certa dieta può prevenire la malattia di Alzheimer o prevenire la progressione della stessa patologia", ha detto Alexandra Plagman, autrice principale dello studio.

pubblicità

fonte: Neurobiology of Aging 

Commenti

I Correlati

Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.

La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.

Individuato un dialogo chiave fra cervello e sistema immunitario: avviene grazie all’attività di neuroni che controllano la produzione nel midollo osseo delle cellule della risposta immunitaria coinvolte nello sviluppo della sclerosi multipla

Ti potrebbero interessare

Ultime News

Più letti