|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Immuno-oncologia al 50% dei pazienti che non risponde alle cure

Oncologi, con la medicina di precisione possiamo cronicizzare il cancro
Oncologia

Rendere efficace l'immunoterapia, che punta a risvegliare il sistema immunitario contro il tumore, anche in quel 50% di pazienti oncologici che oggi si dimostra invece 'resistente' a tale approccio. E' questa la nuova frontiera e la grande sfida per gli oncologi, e le premesse lasciano ben sperare: migliaia sono gli studi in corso e per vari di questi i risultati sono attesi a breve, tanto che l'obiettivo è riuscire a 'recuperare' entro due anni almeno il 20% dei malati che oggi non risponde a questo tipo di farmaci.

A fare il punto, in occasione di un incontro a Roma, alcuni dei maggiori esperti italiani di immuno-oncologia. Attualmente, in Italia vivono quasi 3,4 milioni di persone dopo la diagnosi di tumore e circa 2 milioni si sono lasciate la malattia alle spalle da più di 5 anni, ma l'obiettivo, affermano gli esperti, è rendere efficace "l'arma dell'immunoterapia sul più ampio numero possibile di malati". Un'arma che si è già dimostrata efficace per vari tipi di tumori, dal melanoma (il 53% dei pazienti è oggi vivo a 4 anni) al tumore del polmone non a piccole cellule al linfoma di Hodgkin. Servono però studi sui meccanismi di resistenza di alcuni tumori all'immunoterapia e "la chiave per scoprirli si trova nel microambiente tumorale, cioè nell'ambiente in cui le cellule malate vivono - afferma Paolo Ascierto, direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli -. Il microambiente 'caldo', con presenza di infiammazione, risponde alle terapie immuno-oncologiche perché contiene cellule del sistema immunitario, quello 'freddo', senza infiammazione, invece sviluppa resistenza perché è privo di cellule immunitarie. Le strategie della ricerca mirano proprio a introdurre linfociti nel microambiente freddo perché aggrediscano il tumore. Come? Innanzitutto rendendo più efficaci le armi a disposizione attraverso la combinazione di terapie immuno-oncologiche. Vi sono poi anche farmaci che vengono 'iniettati' nel tumore per renderlo 'caldo'". L'idea alla base del loro funzionamento, chiarisce, "è che, in questo modo, possa essere modificato il microambiente tumorale". Va anche studiata la giusta sequenza di terapie, obiettivo dello studio Secombit coordinato dal Pascale: ha coinvolto 244 persone da 22 centri e si concluderà nel 2021.  

pubblicità

L'immunoterapia rientra nell'oncologia di precisione: "Proprio con la medicina di precisione - afferma Ascierto - possiamo cronicizzare la malattia tumorale, proprio come accaduto per l'Aids". E in questa direzione la ricerca sta facendo grandi passi avanti: "Solo a Siena - afferma Michele Maio, direttore della Cattedra di Oncologia dell'Università di Siena e del Centro di Immuno-Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese - ci sono 40 sperimentazioni attive sull'immunoterapia, la maggioranza delle quali riguarda proprio i pazienti resistenti. Entro un anno avremo i primi dati.    Puntiamo anche - spiega - a modificare il singolo tumore, che in vari casi ha particolari caratteristiche che gli permettono di non essere riconosciuto dal sistema immunitario". La ricerca, insomma, "offre grandi opportunità ai pazienti - conclude Monica Forchetta, presidente APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma) - e bisogna far capire loro che proprio entrando in una sperimentazione è possibile accedere a terapie innovative anni prima della loro commercializzazione".

Oncologia
Commenti

I Correlati

Nuove frontiere dell’immunoterapia oncoematologica: anticorpi bispecifici, trispecifici e terapie cellulari.
Oncologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumori, 15 mesi per le nuove cure. La stretta Usa minaccia l'accesso
Oncologia
Tumori, 15 mesi per le nuove cure. La stretta Usa minaccia l'accesso
L'Italia rende disponibile l'89% dei farmaci oncologici approvati in Europa, ma i ritardi e la politica americana MFN rischiano di frenare l'innovazione.
Tumori di pancreas e colon, scoperta una nuova strategia per contrastare la resistenza ai farmaci
Oncologia
Tumori di pancreas e colon, scoperta una nuova strategia per contrastare la resistenza ai farmaci
Uno studio individua il ruolo di due enzimi che riducono l’efficacia delle terapie anti-Kras. Il bersaglio combinato potrebbe potenziare i trattamenti e aprire nuove prospettive terapeutiche
Tumore polmonare avanzato, il vaccino Tedopi aumenta la sopravvivenza nello studio Combi-TED
Oncologia
Tumore polmonare avanzato, il vaccino Tedopi aumenta la sopravvivenza nello studio Combi-TED
Al congresso ESMO di Madrid saranno presentati i risultati di uno studio di fase 2 sul vaccino peptidico Tedopi nel carcinoma polmonare non a piccole cellule.
Tumore del seno, la prevenzione raggiunge le donne più vulnerabili: oltre 1.600 mammografie grazie a Shield Women
Oncologia
Tumore del seno, la prevenzione raggiunge le donne più vulnerabili: oltre 1.600 mammografie grazie a Shield Women
Dalla rete territoriale di Andos ai percorsi di screening: il progetto ha coinvolto quasi 2.800 donne in condizioni di fragilità, portando all'individuazione di 12 casi attraverso programmi di diagnosi precoce

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.