Canali Minisiti ECM

Alzheimer: scoperte le onde anomale per la diagnosi precoce

Neurologia Redazione DottNet | 08/05/2019 14:01

Ricerca coordinata dalla Repubblica di San Marino

Ci sono "onde anomale" nei tracciati degli elettroencefalogrammi che di fatto sono biomarker capaci di permettere una diagnosi precoce del morbo di Alzheimer. E se la ricerca, sviluppata in precedenza su cavie animali, oggi vale anche nell'uomo, lo si deve alla Repubblica di San Marino. Nel piccolo Stato, infatti, è stato coordinato questo studio che vede la firma dell'Iss (l'Istituto per la sicurezza sociale), dell'Università degli Studi di San Marino e dell'Unità operativa di Neurologia dell'ospedale di Stato, oltre che degli atenei inglesi di Exeter, Bath, Bristol e Reading (dove lavora un sammarinese che ha contribuito allo studio, Francesco Tamagnini)

."Volevamo individuare un metodo non invasivo per fare diagnosi precoce e siamo riusciti a trovare nella fase Mild cognitive impairment-Mci (il decadimento cognitivo lieve, ndr) di 'pre-Alzheimer' alcune alterazioni elettroencefalografiche.

  Si tratta di 'onde anomale', correlate di solito a una alterazione del lobo temporale e delle difficoltà del linguaggio", ha spiegato Susanna Guttmann, prima ricercatrice dello studio. La ricerca sarà presentata al Convegno mondiale sull'Alzheimer organizzato a Londra dall'Alzheimer's Society, il 21 e 22 maggio. "Questa ricerca dimostra ancora una volta quanto anche le realtà piccole come San Marino possano fornire il loro concreto apporto al progresso della ricerca medica e scientifica", commenta Andrea Gualtieri, direttore generale dell'Iss.

pubblicità

fonte: ansa

Commenti

I Correlati

Un nuovo approccio poco invasivo permette di rilevare l’Alzheimer analizzando semplici biomarcatori, semplificando la diagnosi precoce della malattia.

La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.

Le RSA del circuito Bollini Rosa-Argento premiate per interventi psico-sociali innovativi che migliorano benessere, autonomia e qualità della vita degli anziani fragili.

Ti potrebbero interessare

Scoperti nuovi fattori di rischio: il colesterolo "cattivo" nella mezza età e la perdita della vista non trattata in età avanzata

Perdita di autonomia, stigma sociale e peso economico i principali timori

Il lavoro, che accoglie le prime evidenze dello studio Nemesis è stato pubblicato su Nature Communications e illustra la generazione e i meccanismi neuronali delle alterazioni, suggerendo nuove vie di riabilitazione

All’A.O.U. Luigi Vanvitelli una nuova tecnologia cambierà la vita di migliaia di pazienti

Ultime News

Più letti