
Ricerca coordinata dalla Repubblica di San Marino
Ci sono "onde anomale" nei tracciati degli elettroencefalogrammi che di fatto sono biomarker capaci di permettere una diagnosi precoce del morbo di Alzheimer. E se la ricerca, sviluppata in precedenza su cavie animali, oggi vale anche nell'uomo, lo si deve alla Repubblica di San Marino. Nel piccolo Stato, infatti, è stato coordinato questo studio che vede la firma dell'Iss (l'Istituto per la sicurezza sociale), dell'Università degli Studi di San Marino e dell'Unità operativa di Neurologia dell'ospedale di Stato, oltre che degli atenei inglesi di Exeter, Bath, Bristol e Reading (dove lavora un sammarinese che ha contribuito allo studio, Francesco Tamagnini)
."Volevamo individuare un metodo non invasivo per fare diagnosi precoce e siamo riusciti a trovare nella fase Mild cognitive impairment-Mci (il decadimento cognitivo lieve, ndr) di 'pre-Alzheimer' alcune alterazioni elettroencefalografiche.
fonte: ansa
Uno dei messaggi più solidi emersi dalle sessioni scientifiche riguarda il consolidamento dei biomarcatori plasmatici come strumenti di primo livello nello screening dell’AD.
Dal congresso internazionale AD/PD emerge un cambio di paradigma: la malattia di Alzheimer non è più una singola entità, ma un mosaico di sottotipi molecolari, spostando l'attenzione verso una diagnosi biologica sempre più raffinata e personalizzata.
Le evidenze emerse dal congresso internazionale AD/PD 2026 delineano con crescente chiarezza un cambio di paradigma nella comprensione e nel trattamento della malattia di Alzheimer (AD).
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
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