Fimmg, per oltre 90% dei medici via libera al digitale per comunicazioni

Medicina Generale | Redazione DottNet | 21/05/2019 14:19

E' consolidato l'utilizzo di nuove modalità di contatto con i pazienti come l'e-mail (85%), l'sms (65%) e WhatsApp (64%)

 I medici di famiglia sono interessati ad investire sulla diagnostica di primo livello, dotata del possibile supporto di telerefertazione, per renderla disponibile nel proprio studio medico. L' 83%, spiega in una nota la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg), utilizza o vorrebbe utilizzare l' elettrocardiografia, l' 82% la spirometria, il 75% l' holter pressorio, il 69% l' holter cardiaco, il 67% la teledermatologia. Per queste opportunita', si legge ancora, il 24% degli intervistati e' disponibile ad investire fino a 50 euro al mese, il 31% da 50 a 100 euro, il 14% da 100 a 150 euro. D' altronde, osserva la Fimmg, il trend di investimento della categoria nel digitale si conferma in stabile incremento in questi anni con una previsione di spesa complessiva nel 2019, proiettata sull' intera professione, superiore allo scorso anno di circa 2,7 milioni di euro.

A dirlo, precisa la Fimmg, e' un' indagine condotta dall' Osservatorio Innovazione Digitale in Sanita' della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Centro Studi della stessa Fimmg, con il supporto di DoxaPharma. Dal sondaggio, realizzato su un campione rappresentativo di 602 medici di medicina generale, si conferma consolidato l' utilizzo di nuove modalita' di contatto con i pazienti come l' e-mail (85%), l' sms (65%) e WhatsApp (64%), in assenza di piattaforme di contatto certificate per le quali il 44% riferisce interesse all' uso qualora disponibili. Un' altra forte necessita' evidenziata dal campione degli intervistati - prosegue la nota - e' quella di disporre di sistemi che garantiscano continuita' informativa: il 97% del campione utilizza o sarebbe interessato ad utilizzare soluzioni digitali per interoperare con gli specialisti, il 90% con i colleghi della Continuita' Assistenziale, l' 85% con gli Infermieri. 

 In parte, a queste esigenze, potrebbe essere trovata risposta nell' uso del Fascicolo Sanitario Elettronico, giudicato molto utile/utile dal 92% dei medici di medicina generale per condividere referti, verbali e lettere di dimissioni, dal 91% per condividere il dossier farmaceutico del paziente, dall' 87% per condividere il profilo sanitario sintetico e le vaccinazioni. Viene tuttavia rimarcato come sul Fascicolo Sanitario Elettronico siano poco o per niente informati i pazienti (per il 92% degli intervistati) e gli stessi medici di medicina generale (per l' 81% di essi). "I dati dimostrano che tra i medici di medicina generale resta alto l' interesse per il digitale applicato alla professione", afferma Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi della Fimmg.

"Questi numeri - aggiunge - sono destinati ad un sicuro e rapido aumento nelle prossime stagioni a seguito del ricambio generazionale che sta impattando con forza sulla nostra categoria. Alle elevate disponibilita' agli investimenti della categoria, e' lecito adesso attendersi quadri normativi e contrattuali che ricomprendano queste ipotesi per dare risposte organizzative convincenti". Per Chiara Sgarbossa, Direttore dell' Osservatorio Innovazione Digitale in Sanita' del Politecnico di Milano, "il Fascicolo Sanitario Elettronico puo' rappresentare uno strumento molto utile nella presa in carico dei pazienti, ma ad oggi i medici di medicina generale non conoscono appieno i benefici e nemmeno i cittadini sono consapevoli della sua esistenza (solo il 21% ne ha mai sentito parlare). Occorre quindi investire su una comunicazione efficace verso medici e cittadini, affinche' il Fascicolo Sanitario Elettronico - ad oggi disponibile in quasi tutte le regioni italiane - possa non essere solo un contenitore di referti, ma uno strumento fondamentale per la continuita' di cura".

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