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Generici, in calo le confezioni rimborsate in classe A

Farmaci Redazione DottNet | 21/06/2019 13:41

Assogenerici, bene nel primo trimestre la crescita di biosimilari

Nel primo trimestre 2019 la spesa farmaceutica nel canale delle farmacie aperte al pubblico e' ammontata a un totale di 2,757 milioni, per un totale di 491,6 milioni di confezioni vendute: i farmacigenerici equivalenti hanno assorbito il 22,47% del mercato a volumi, per un totale di 110,4 milioni di confezioni (22,23% il dato consolidato 2018) e il 14,2% del mercato a valori (13,75% nel 2018), per un totale di 391 milioni.Il dato e' contenuto nel rapporto trimestrale realizzato dall' Ufficio studi Assogenerici su dati IQVIA, che documenta per gli equivalenti un giro d' affari focalizzato in classe A, dove si concentra l' 89% delle confezioni vendute e l' 83% del fatturato realizzato, mentre resta decisamente piu' contenuta l' incidenza dei prodotti in classe C (9% a volumi; 16% a valori) e nell' area dell' automedicazione (2% a volumi e 1% a valori). Complessivamente nel canale farmacia a giocare la parte del leone sono i prodotti fuori brevetto che assorbono il 74% delle confezioni vendute nel canale, senza distinzione di classe (62% a valori), ma con una netta predominanza dei brand a brevetto scaduto, che quotano il 70% a volumi e il 76% a valori del relativo mercato fuori brevetto.

Entrando nel dettaglio dei consumi in classe A, le confezioni rimborsate nel periodo gennaio-marzo 2019 fanno registrare una flessione del - 0,5% rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente.

Conseguentemente in calo la spesa rimborsata nel periodo gennaio-marzo 2019, con una flessione dello-0,7% rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente. Per quanto riguarda l' analisi dei consumi per area geografica, nel primo trimestre 2019 il consumo degli equivalenti di classe A resta concentrato soprattutto al Nord (36,8% a unita'; 28,6% a valori), mentre risultano distanziati - ma con valori comunque in leggera crescita rispetto al dato consolidato 2018 - sia il Centro (27,4%; 22%) che il Sud Italia (21,8%; 17,5%). A separare Nord da Sud sono ancora 15 punti percentuali a unita' e 11 punti percentuali a valori.Trend in crescita, infine, nel mercato ospedaliero in classe A e H, con i volumi che si attestano nel primo trimestre dell' anno a 28,7 del totale (27,3% il dato consolidato 2018) e i valori ex factory che si attestano al 6,6% (6,4% il dato consolidato 2018) corrispondente ad un piu' realistico 2,7% in valori al prezzo medio delle forniture ospedaliere effettuate esclusivamente per bandi di gara.

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A segnare un grande balzo in avanti nel primo trimestre dell' anno e' il mercato dei biosimilari: le dodici molecole in commercio sul mercato nazionale (Enoxaparina, Epoetine, Etanercept, Filgrastim, Follitropina alfa, Infliximab, Insulina glargine, Rituximab, Somatropina, Insulina Lispo, Trastuzumab e Adalimumab biosimilari) hanno assorbito il 26% dei consumi nazionali a volumi (17% il dato consolidato 2018) contro il 74% detenuto dai corrispondenti originator. Su base annua, tra il primo trimestre 2018 e il primo trimestre 2019 il consumo dei biosimilari risulta in crescita del 143,4%, al netto dei nuovi principi attivi biosimilari lanciati a partire dal marzo 2018. Ancora piu' brillante la performance di altre due molecole: l' Infliximab biosimilare - in commercio dal febbraio 2015 - che totalizza l' 82,59% del mercato a volumi (66,66% a valori) e il rituximab - in versione biosimilare dal luglio 2017 - che assorbe l' 82,06% del mercato di riferimento 56,69% a valori. Ampiamente diversificato e comunque generalmente in crescita il quadro dei consumi a livello regionale: a registrare il maggior consumo di biosimilari per tutte le molecole in commercio sono la Valle d' Aosta e il Piemonte.

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