
Dopo un' analisti costi-ricavi l'Associazione segnala il caso all' Antitrust
Torna uin primo piano il tema del prezzo eccessivo di determinati farmaci . Notizia di queste ore è un' analisi comparativa dei bilanci di due società, Altroconsumo e Test-Achats che ha quantificato una differenza fra costi di sviluppo e ricavi di quasi 2 miliardi per il farmaco Spinraza . Questo farmaco cura una malattia rara grave che colpisce sopratutto i bambini, la SMA (atrofia muscolare spinale), che ad oggi rappresenta l' unica opzione terapeutica disponibile per pazienti che altrimenti rimarrebbero senza cura. In vendita grazie alla collaborazione tra Biogen e Ionis , Spinraza ha fruttato con le sue vendite circa 2,61 miliardi di dollari , a fronte di un investimento di 648 milioni , in pratica ogni dollaro investito ha fruttato quattro volte tanto.
Il prezzo "ex-factory" in Italia, è stato fissato a 70 mila euro più IVA a fiala .
"Se è giusto e fondamentale riconoscere alle aziende il rischio incorso in una ricerca spesso infruttuosa - continua Tarantino - è vero anche che questo non può giustificare la corsa al prezzo più alto possibile , che il settore farmaceutico sembra aver intrapreso da anni a questa parte". "Un prezzo più giusto per i farmaci innovativi deve essere possibile. Altroconsumo - conclude il Responsabile - da sempre si batte per il diritto alla salute dei pazienti e per la sostenibilità delle cure , come fatto per i casi Avastin-Lucentis e Aspen Pharma , diventati mattoni fondamentali della materia Antitrust in ambito farmaceutico"
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Nel 2025 l’EMA ha raccomandato 104 nuovi medicinali, di cui 38 con principio attivo innovativo. Ma tensioni geopolitiche e trasporti possono aumentare il rischio di interruzioni nelle forniture.
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
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Egualia avverte: senza misure sui farmaci off-patent cresce il rischio carenze. Costi in aumento e prezzi rigidi mettono sotto pressione il sistema.
Il parallel trade consente di importare medicinali da Paesi UE dove costano meno. In Italia il fenomeno resta limitato rispetto ad altri mercati europei.
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