Canali Minisiti ECM

Troppi ormoni femminili in utero una possibile causa dell'autismo

Neurologia Redazione DottNet | 29/07/2019 14:24

Lo suggerisce uno studio di Simon Baron-Cohen, direttore del centro di ricerca sull'Autismo presso la University of Cambridge

Troppi estrogeni (gli ormoni femminili) in utero potrebbero aumentare il rischio di autismo per il nascituro. Lo suggerisce uno studio di Simon Baron-Cohen, direttore del centro di ricerca sull'Autismo presso la University of Cambridge. La ricerca è apparsa sulla rivista Molecular Psychiatry. Gli esperti hanno analizzato la concentrazione di 4 tipi di estrogeni nel liquido amniotico di un campione di gestanti (raccolto in una biobanca) ed hanno dimostrato che i livelli di estrogeni sono molto più elevati nel liquido amniotico di mamme i cui figli avrebbero poi sviluppato l'autismo negli anni a venire. In passato gli stessi ricercatori avevano dimostrato che anche un eccesso di androgeni (ormoni maschili) nel liquido amniotico si associa a maggior rischio di autismo nel nascituro.

  Sia gli androgeni sia gli estrogeni influenzano la mascolinizzazione del cervello fetale e se sono in eccesso potrebbero indurre delle disfunzioni. "Questi risultati supportano l'idea che l'aumento degli ormoni sessuali steroidei sono una delle potenziali cause dell'autismo - afferma Baron-Cohen -. La genetica è un altro provato fattore scatenante, e questi ormoni molto plausibilmente interagiscono con fattori genetici influenzando il cervello del feto in via di sviluppo", conclude.

pubblicità

fonte: Molecular Psychiatry

Commenti

I Correlati

L’ansia fisiologica è una risposta proporzionata a una minaccia reale o percepita, caratterizzata da attivazione neurovegetativa e aumento dello stato di vigilanza.

Evidenze a lungo termine e sfide cliniche dal congresso AD/PD 2026 di Copenaghen

Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.

La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.

Ti potrebbero interessare

Quattro giorni di formazione avanzata per i giovani specialisti chiamati a integrare intelligenza artificiale, telemedicina e nuovi modelli di cura nella pratica clinica

Al via da Vibo Valentia il tour 2026 dedicato agli under 40 con sclerosi multipla e patologie neuroimmunologiche correlate. Quattro appuntamenti per favorire confronto, informazione e partecipazione.

Ultime News

Più letti