Convenzione Mmg, firmata l'intesa. Che cosa cambia

Medicina Generale | Redazione DottNet | 06/09/2019 18:41

Nel testo sblocco degli arretrati e via libera agli incrementi stipendiali per i medici di famiglia

Passi avanti verso il rinnovo della convenzione della medicina generale. Dopo l' accordo sottoscritto nei primi giorni di agosto, è stata firmata la pre-intesa con la Sisac sul nuova convenzione. "Fimmg c' è e sarà impegnata a chiudere entro l' anno un accordo collettivo nazionale di contenuti per la medicina generale e continuerà a chiedere una finanziaria che ci dia gli strumenti", sottolinea su Twitter il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale, Silvestro Scotti. Nel testo sblocco degli arretrati e via libera agli incrementi stipendiali per i medici di famiglia. E ancora regole chiare per attuare le norme introdotte dai dl Semplificazione e dl Calabria per gli incarichi ai medici in formazione (riguarda circa 6.000 medici in formazione nei prossimi tre anni). "Chiusa la partita degli arretrati e degli incrementi a tutto il 2019 (per un totale di 88 milioni di euro), e ottenuta formalmente la possibilità di inserimento nella medicina generale dei medici in formazione secondo un percorso tracciato dall' Acn - aggiunge Scotti - non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione per il risultato raggiunto, e dobbiamo dirci soddisfatti anche per l' unità trovata con tutti i rappresentanti delle altre sigle sindacali".

"Con la riunione in Sisac e la firma della pre-intesa, così come previsto dal verbale firmato ad agosto scorso, sono stati fatti passi avanti su arretrati, accesso alla professione per i giovani professionisti e medici del 118", lo afferma in una nota Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi). "Finalmente i medici riescono a recuperare tutti gli arretrati della vacatio contrattuale e si aprono le porte ai giovani medici per un più facile e veloce accesso alla professione nelle regioni dove si registra carenza dei medici - continua Onotri - Possibilità per i medici del 118 che, per questioni emergenziali, sono incaricati in assenza di requisiti di potersi mettere in regola con la formazione, coprendo in questo modo la mancanza di professionisti nell' area della medicina di urgenza-emergenza".

"Andiamo avanti così. E' una buona notizia per il Servizio Sanitario Nazionale - dichiara Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni - è un importante passo in avanti nella direzione di una rapida conclusione della trattativa in corso per il rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale, che segnerà un importante cambiamento nel settore dell'assistenza territoriale, riconoscendo il giusto ruolo ai Medici di Medicina Generale. Come si vede, un franco e serrato confronto porta a superare molte criticità al fine di favorire la qualità e investire nel futuro. Lavoriamo ad un piano di riorganizzazione e sviluppo della sanità territoriale, prevedendo una forte integrazione con tutti i settori della medicina convenzionata. Accoglieremo, anche in altri ambiti, gli orientamenti delle organizzazioni di rappresentanza nella direzione di investimenti in personale di supporto e tecnologici. Ne va dello stesso aumento di produttività dei servizi sanitari pubblici, che è il nostro primario obiettivo".

"La firma di questo verbale di intesa apre ad ulteriori sviluppi - spiega il Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Sergio Venturi (Assessore Emilia-Romagna) - Sono stati tradotti in norme gli impegni che le Regioni avevano assunto con le parti nella riunione che si era svolta sempre presso la SISAC l'8 agosto". L'aspetto più importante è la possibilità di assegnare incarichi di medico di famiglia a chi ancora sta frequentando il corso di formazione. Questa possibilità, condivisa con i sindacati e il ministero della salute, permetterà alle Regioni di coprire i fabbisogni straordinari che si stanno determinando per via dei numerosi pensionamenti. Partirà ora una maratona di incontri con i sindacati per chiudere il contratto prima della fine dell'anno. "Non si tratta di una congiuntura astrale favorevole, quello che raccogliamo oggi è il frutto del lavoro, dell'impegno e dell'attenzione che le Regioni e il Comitato di settore hanno riservato a questo come anche a tutti i rinnovi contrattuali per cercare di dare soddisfazione alle legittime aspettative di tutti i lavoratori soprattutto quelli di un settore come quello della Sanità, i quali sono chiamati ad erogare livelli essenziali di assistenza, garantendo qualità ed appropriatezza delle prestazioni", ha concluso Venturi.

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