Canali Minisiti ECM

Arriva la squadra contro il cancro, nasce il tumor board

Oncologia Redazione DottNet | 12/09/2019 13:33

Sono squadre multidisciplinari di specialisti che accompagnano il paziente per tutto il percorso diagnostico-terapeutico

I tumori si vincono con un gioco di squadra, il "tumor board", la nuova frontiera nella lotta al cancro: si tratta di squadre multidisciplinari di specialisti che accompagnano il paziente per tutto il percorso diagnostico-terapeutico, massimizzandone le chance di guarigione. Ogni centro oncologico dovrebbe avere questo tipo di organizzazione, ma in Italia la loro diffusione è ancora a macchia di leopardo. 

Lo spiega Americo Cicchetti (nella foto), direttore dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) dell'Università Cattolica di Roma, promotrice, in occasione del suo Decennale, di uno "statement" sull'argomento, con la proposta di far divenire il tumor board una realtà diffusa in tutti i centri oncologici del paese e la speranza che in futuro entri a far parte dei LEA affinché ciascun paziente abbia accesso a cure eccellenti ovunque si trovi.

  L'iniziativa nasce in collaborazione con FAVO - in rappresentanza di oltre 500 associazioni di pazienti oncologici, Cittadinanzattiva, Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e ricercatori di Alleanza contro il cancro, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale, Humanitas University, Asl di Reggio Emilia, IRCCS Istituto in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia.  Diverse evidenze scientifiche hanno comprovato l'efficacia del 'tumor board', una squadra di specialisti in grado di attuare un programma diagnostico/terapeutico personalizzato.

pubblicità

In Italia il lavoro in "team", soprattutto in oncologia, si sta diffondendo rapidamente anche se, purtroppo, ancora non ovunque e con modalità diverse tra centro e centro. Mentre in altri paesi il tumor board è già realtà: ad esempio in Francia dal 2003, grazie al Plan Cancer 2003-2007, è reso obbligatorio il parere del tumor board per la gestione di ogni singolo caso clinico.   Il Ssn Italiano, sottolinea Cicchetti, ha l'esigenza di adottare tutte le politiche che concilino l'accesso alle cure con la sostenibilità economica. Per farlo, conclude, diventa dirimente, oltre alla valutazione delle risorse richieste, anche un'organizzazione che consenta la presa in carico multidisciplinare della persona malata e la gestione integrata di terapie verso una sempre maggiore personalizzazione delle cure.

Commenti

I Correlati

Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato

Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.

Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni

Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia

Ti potrebbero interessare

In vista della Giornata nazionale del 2 maggio, la Fondazione Melanoma cambia prospettiva sulla prevenzione: prima ancora della crema, è il guardaroba a fare la differenza

Uno studio pubblicato su JCO Precision Oncology analizza l’impatto dei profili molecolari nella definizione di strategie terapeutiche più mirate nei pazienti oncologici.

Uno studio pubblicato su JCO Precision Oncology esplora il valore della metilazione epigenetica di BRCA1 rilevata nel sangue come possibile strumento per identificare precocemente individui a rischio di tumore.

Un’analisi pubblicata su JCO Oncology Advances evidenzia come la stratificazione personalizzata del rischio possa rendere più efficaci e sostenibili le strategie di diagnosi precoce.

Ultime News

Più letti