Arrivano i fondi per assunzioni di nuovi medici, contratti e Lea

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 01/10/2019 21:09

Speranza ha rassicurato i medici di famiglia. Ticket in proporzione alla dichiarazione dei redditi

Nella Sanità, "il primo problema, e per me il più rilevante, è sicuramente quello della carenza del personale: ci siederemo subito con le Regioni per provare a sottoscrivere nel più breve tempo possibile il nuovo Patto per la salute, in cui affronteremo la questione del personale ma anche le liste di attesa e l'assistenza sul territorio". Il ministro della Salute, Roberto Speranza, non ha dubbi:  "Abbiamo bisogno di più medici, più infermieri e personale sanitario in tutte le strutture del nostro territorio", ha detto il ministro, sottolineando che nel Fondo sanitario nazionale per il 2020 ci saranno 2 miliardi in più rispetto al 2019. "Insomma, basta e tagli e più risorse per il Servizio sanitario nazionale. Le risorse da sole - ha concluso il ministro - non bastano a risolvere i problemi, ma sono fondamentali almeno per provare a risolverli".

Ed è proprio la conferma di un aumento di risorse per 3,5 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale (+2 miliardi nel 2020 e +1,5 miliardi nel 2021), vincolato all' approvazione in contemporanea con la legge di Bilancio del nuovo Patto per la salute,  la base di partenza delle trattative su quella che di fatto è la manovra per la sanità, che oggi in una riunione a Roma con il ministro Roberto Speranza si è deciso di affidare a un gruppo di lavoro ristretto tra Regioni, dicastero della Salute e Mef.

Dopo un passaggio, in commissione Salute, la parola d' ordine è fare presto: l' emergenza medici è la priorità assoluta per i governatori - che hanno elaborato un documento in sedici punti all' esame del ministero - e troverà spazio sia all' interno del Patto sia fuori, con ogni probabilità in forma di decreto legge. Ma sul piatto ci sono anche temi caldi per il ministro LeU come l' eliminazione del superticket che vale 350 milioni. I due miliardi in più confermati per il Fondo sanitario nazionale per il 2020 andranno quindi su queste voci di spesa: misure emergenziali per tamponare il gap di medici in corsia e in Pronto soccorso (si parla di circa 1,5 miliardi di euro), l' addio al superticket - che pesa per circa 350 milioni di euro - e il rinnovo del contratto per la Sanità privata nel complesso vale 150 milioni di euro tra prestazioni accreditate e del privato puro (quota quest' ultima che le Regioni non hanno intenzione di pagare, quindi in carico al finanziamento pubblico va stimata una quota inferiore). Resterebbe da finanziare extra il rilancio dei due Fondi per i farmaci innovativi e innovativi oncologici, in scadenza a dicembre 2029: una partita da centinaia di milioni di euro e per la quale andranno trovate le risorse.

E il ministro della Salute ha rassicurato anche i medici di famiglia che tuttavia restano in attesa "di risposte concrete e ben visibili" nella prossima manovra finanziaria, come spiega Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). Con  una sua delegazione ha incontrato il ministro Speranza. L'incontro, sottolinea Scotti, è stato "proficuo" ed è avvenuto "in un clima di collaborazione e di apertura". Dalla Fimmg precisano come per Scotti sia una "urgenza, non più procrastinabile", quella di un investimento specifico nel quadro della prossima finanziaria "per il cambiamento della medicina generale". "Non è più possibile pensare che le risorse per i fattori di produzione della medicina generale possano essere individuati nel Fondo sanitario nazionale - dice Scotti -. La valorizzazione dell'autonomia gestionale prevista dal legislatore per la medicina generale convenzionata, che permette ai colleghi di investire su se stessi (di fatto investendo sul Pubblico in termini di prestazione per i pazienti), ha bisogno a questo punto di un investimento specifico". Scotti ha ricordato che si potrebbe definire una strategia a supporto della medicina generale partendo dal reddito di cittadinanza, con politiche che favoriscano le assunzioni di collaboratori di studio e infermieri.

Ma non è tutto: si cambia, come detto, anche per i ticket sanitari: presto la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria sarà infatti calcolata in base al reddito, ovvero secondo un criterio di progressività, per cui "chi ha di più paga di più e chi ha di meno paga di meno", con un limite massimo di spesa annua superato il quale non si dovrà più pagare. E sarà eliminato il tanto contestato super-ticket sulle prestazioni specialistiche ed ambulatoriali. E' una rivoluzione quella prospettata dal ministro della Salute Roberto Speranza che, illustrando le decisioni dell'ultimo Consiglio dei ministri, annuncia anche un aumento di 2 mld di euro per il Fondo sanitario nazionale nel 2020 rispetto al 2019.

  "Abbiamo deciso di collegare alla Finanziaria un ddl di riordino della materia dei ticket - ha spiegato il ministro in un video su Fb - e lo faremo con un criterio di progressività". In particolare, secondo una prima bozza del ddl,  il costo dei ticket sanitari per le prestazioni specialistiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio, sarà stabilito in base al costo delle prestazioni e del "reddito familiare equivalente", vale a dire del reddito prodotto dal "nucleo familiare fiscale rapportato alla numerosità del nucleo familiare". Anche stabilendo un importo come limite massimo annuale di spesa, al raggiungimento del quale cesserà l'obbligo dell'assistito di partecipare alla spesa sanitaria. Inoltre, nella bozza di ddl sono identificate le prestazioni sanitarie a tutela di condizioni di particolare interesse sociale che saranno escluse dalla partecipazione alla spesa sanitaria, come i soggetti vulnerabili privi di reddito.

    Si terrà anche conto della presenza di malattie croniche e invalidanti o di malattie rare. Insomma, il nuovo sistema ha l'obiettivo di "eliminare le disparità" poiché "non si può prescindere dalle condizioni economiche". Oggi infatti, ha rilevato Speranza, "di fronte a un ticket sanitario non conta quanti soldi hai e non conta se sei un miliardario o una persona in difficoltà economica. Al di là delle soglie di esenzione, si paga sempre la stessa cosa. Io credo che su questo si possa intervenire con un principio molto semplice: chi ha di più deve pagare di più". Un cambiamento che, secondo Speranza, guarda allo stesso l'articolo 32 della Costituzione, che dice che la salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività:

"E' l'idea - sottolinea - di un Sistema sanitario universale in cui non conta quanti soldi hai, in che Regione vivi o il colore della tua pelle, perché hai un diritto sacrosanto ad essere curato, e su questo ci impegneremo nei prossimi mesi". Quanto al super-ticket, è "un balzello di 10 euro che purtroppo non consente a troppi cittadini di accedere al Servizio sanitario: ieri al Consiglio dei ministri abbiamo scritto per la prima volta che il super-ticket è sbagliato, produce diseguaglianze e quindi ci impegniamo a superarlo", ha assicurato Speranza, affermando che si batterà "nei prossimi mesi perchè questo avvenga nel più breve tempo possibile".
 

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