Le farmacie nell'Ocse: regole e obblighi

Farmacia | Redazione DottNet | 16/10/2019 20:04

La distribuzione sul territorio delle farmacie è decisa da una pianta organica in 11 paesi e gli orari di apertura sono liberi in 17 paesi

Come cambia la gestione delle farmacie nei 25 paesi OCSE: 14 lasciano libera l’apertura di nuove farmacie, in 12 il proprietario deve essere farmacista (o del tutto o almeno per la metà), in 13 può essere chiunque. E i paesi che ammettono una sola farmacia per proprietario sono solo Austria, Finlandia, Lussemburgo e Spagna, mentre negli altri si possono avere tra 4 e 10 farmacie (in 6 paesi), o più di 10 e senza limiti (15). 

I dati sulla regolamentazione dell’apertura e della gestione delle farmacie e dei prodotti che vi possono essere venduti (anche on line) sono quelli del nuovo rapporto OCSE  Indicators of Product Market Regulation 2019 che fornisce on line le caratteristiche della regolazione di tutti i produttori market nei 25 paesi, farmacie comprese. La distribuzione sul territorio delle farmacie è decisa da una pianta organica, secondo il rapporto, in 11 paesi  e gli orari di apertura sono liberi in 17 paesi, mentre tra quelli regolamentati ci sono anche Regno Unito e Germania. 

Poi ce ne sono 9 che consentono la vendita on line di tutti farmaci, con o senza ricetta, mentre quelli senza ricetta (Sop) sono vendibili solo in farmacia in 11 paesi, mentre negli altri si possono vendere anche nelle parafarmacie, esercizi autorizzati, drugstore e così via, ma solo Italia, Olanda, Slovenia e Svizzera chiedono che a farlo sia anche in questi esercizi un farmacista. Infine la pubblicità dei prezzi dei farmaci è libera in 15 Paesi mentre negli altri è proibita in parte o del tutto da leggi o deontologia professionale. L’Italia non ha risposto alla domanda perché giudicata non attinente.

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