Il segreto per una lunga vita è nel sistema immunitario

Geriatria | Redazione DottNet | 16/11/2019 15:51

Cellule armate contro infezioni e tumori, ma conta soprattutto lo stile vita

 È in un sistema immunitario speciale e per certi versi rafforzato che risiede il segreto della longevità dei supercentenari, cioè coloro che superano i 110 anni. Aumentano infatti, in loro, alcune cellule immunitarie, i linfociti T CD4, che assumono una funzione del tutto particolare, sono cioè potenzialmente in grado di combattere cellule tumorali e attaccare i virus che provocano le infezioni.In persone di età diverse queste cellule sono presenti ma in misura molto minore e non hanno questa proprietà.

A evidenziarlo è una ricerca svolta in uno dei Paesi con la longevità maggiore, il Giappone, dal Riken Center for Integrative Medical Science e della Keio University School of Medicine, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. I ricercatori hanno esaminato le cellule immunitarie di gruppo di supercentenari e di un altro gruppo con persone tra i 50 e gli 80 anni. Hanno acquisito 41.208 cellule da 7 supercentenari e 19.994 da 5 altre persone. Dall'analisi è emerso che mentre il numero di alcune cellule immunitarie era inferiore nei supercentenari, quello dei linfociti T, era approssimativamente lo stesso ma vi era un sottogruppo che risultava aumentato.

Erano le CD4, che risultavano citotossiche, il che significa che potevano uccidere altre cellule, e che rappresentavano l'80% del totale (nei più giovani sono invece il 10-20%). Per vedere come venivano prodotte queste cellule speciali, il team ha esaminato il sangue di due supercentenari, scoprendo che molte erano la progenie di una singola cellula antenata. "Lo studio - spiega Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria, Sigg - ha particolare interesse perché identifica un'espansione dei Linfociti T CD4 con proprietà citotossiche. I CD4 in genere non hanno questa proprietà. È quindi una vera e propria variante immunologica che evidentemente si associa con la longevità, garantendo -secondo logica- una forte difesa da agenti patogeni esterni, come virus, e interni, come cellule in trasformazione neoplastica. E' auspicabile uno studio dei parenti per verificare se siamo di fronte a un tratto familiare geneticamente determinato. Altrimenti non si può escludere che rifletta modificazioni nel tempo a carico del sistema immunitario".

Per l'esperto, poi, stile di vita e sistema immunitario sono interconnessi. "Non si può escludere - evidenzia infatti - che meccanismi diversi, cioè fattori modificabili, come dieta e stile di vita (ad esempio esercizio fisico), e fattori non modificabili, come l'assetto immunologico, concorrano a protrarre la sopravvivenza". "Ove si documentasse - aggiunge- che l'assetto immunologico identificato possa essere favorito da interventi nutrizionali o d'altro genere, si aprirebbero vie nuove al miglioramento del processo di invecchiamento".Le storie raccontate dal supercentenari stessi parlano di precise abitudini (non sempre considerate sane, ma che li caratterizzano): ad esempio, Jeanne Calment, morta nel 1997 a 122 anni e considerata la donna più vecchia di sempre attribuiva la sua lunga vita all'olio d'oliva, il cioccolato, il vino. Anche l'italiana Emma Morano, morta nel 2017 a 117 anni, legava la sua longevità alla dieta, oltre al fatto di non essersi risposata. 

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