Trovato il segreto della resistenza della malaria

Infettivologia | Redazione DottNet | 06/01/2020 19:51

Il parassita usa un processo chimico del Dna per adattarsi

Si apre una nuova frontiera per la lotta alla malaria: è stato scoperto uno dei trucchi della 'sua' resistenza. I parassiti del genere Plasmodium, responsabile della malattia, vengono trasmessi all'uomo dalle zanzare infette. E per acclimatarsi a questi due ospiti così diversi tra loro, il parassita può resistere e sopravvivere trasformandosi grazie alla plasticità della sua lettura del genoma. A scoprirlo sono stati i ricercatori dell'Istituto Pasteur e del Cnrs (il Centro francese per la ricerca scientifica) in un lavoro i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Acs Central Science. Tra loro, c'è anche una studiosa italiana: è Paola Barbara Arimondo, con studi all'Università di Pisa.

E' proprio grazie a questi meccanismi, più nel dettaglio di un particolare processo chimico, quello della metilazione del Dna, che i ricercatori sono riusciti a identificare molecole in grado di inibire proprio questo processo e di uccidere efficacemente anche il parassita Plasmodium falciparum resistente all'artemisinina. "Le molecole degli inibitori sono state molto efficaci e alcune hanno ucciso il parassita nel sangue in sole 6 ore", spiega Arimondo. "Questo studio mostra, per la prima volta, che i parassiti nel sangue, compresi i ceppi resistenti all'artemisinina, possono essere uccisi rapidamente prendendo di mira la metilazione del Dna", conclude.   La malaria colpisce ogni anno oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo e la resistenza ai trattamenti antimalarici, spiegano i ricercatori, è in costante aumento.

 

fonte: Acs Central Science, ansa

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