
Lo rivela una ricerca della Columbia University che ha trovato un legame tra l'esposizione di questi composti in età prenatale e i deficit di alcune funzioni motorie
Arriva una nuova condanna contro gli ftalati, un gruppo di sostanze chimiche presenti nella plastica e usati in diversi prodotti di consumo. Gli studiosi della Columbia University hanno infatti trovato un legame tra l'esposizione di questi composti in età prenatale e i deficit di alcune funzioni motorie delle ragazze. Per arrivare a queste conclusioni (pubblicate sulla rivista scientifica Environment International) sono state coinvolte 209 donne con i loro figli. I ricercatori hanno potuto notare una diminuzione di alcune funzioni motorie tra le ragazze (e non tra i ragazzi), in seguito all'esposizione a livelli elevati di metaboliti specifici. Si tratta delle capacità fino-motorie, che sono note per svilupparsi prima nelle ragazze che nei ragazzi e che sono legate ai movimenti dei piccoli muscoli delle mani e delle dita, dei polsi e delle braccia.
L'analisi ha indicato tre ftalati più legati a questi deficit: il mono-butilftalato (Mbp), il mono-benzilftalato (Mbzp) e il mono-isobutilftalato (Mibp), nessuno dei quali sono metaboliti del Di-2-etilesilftalato (Dehp), la categoria più comune di ftalati.
fonte: Environment International
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