
Presto nuove terapie per entrambe le forme della malattia che colpisce il centro della retina
Scoperto un enzima che potrebbe avere un ruolo chiave nello sviluppo della maculopatia, la malattia della vista più diffusa tra gli anziani e principale causa di cecità dopo i 60 anni. Reso noto sulla rivista PNAS, è il risultato di uno studio della Virginia University, che potrebbe portare a nuove terapie per entrambe le forme in cui può presentarsi la maculopatia, malattia che colpisce il centro della retina (macula). A una certa età questo enzima - chiamato Dicer - smette di essere prodotto nell'occhio e questo apre la strada ai danni retinici tipici della malattia, che distrugge la visione centrale e quindi la capacità di leggere, guidare, riconoscere i visi, etc.
La maculopatia si può presentare in due forme, umida (con formazione di nuovi vasi sanguigni che distruggono la macula) e atrofica (o secca), la forma più diffusa ed oggi ancora totalmente orfana di cura.
Fonte: Pnas
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
Lo rivela uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto da Lingyi Liang, dello State Key Laboratory of Ophthalmology, Zhongshan Ophthalmic Center, presso la Sun Yat-sen University nel Guangdong in Cina
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In Italia 2 mila casi l'anno ma il 50% non risponde alle cure
"Oltre a maculopatia, cataratta e distacco della retina. Per questo motivo va sempre monitorata attentamente"
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